Tapering in Usa significa guai per i mercati emergenti

19 dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro, tassi in rialzo questa mattina sulla scia dell’analogo andamento dei titoli Usa dopo la decisione della Fed di iniziare la rimozione del piano di acquisti a partire da gennaio. Più marcato il rialzo del comparto decennale spagnolo, in vista anche dell’ultima asta di titoli del paese oggi fino a 2,5Mld€.

Nel frattempo, i 28 ministri finanziari dell’unione hanno raggiunto l’accordo sul tema unione bancaria e più in particolare sul meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie. E’ prevista la nascita di un fondo di risoluzione con relativo organo decisionale rappresentato dal consiglio di risoluzione, oltre ad un meccanismo per la gestione della fase transitoria. Il fondo di risoluzione sarà composto inizialmente da fondi nazionali, alimentati a loro volta da appositi contributi a carico delle banche.

I fondi nazionali saranno poi fusi nell’arco di 10 anni in un un’unica entità che sarà dotata a regime di circa 55Mld€. Sul meccanismo decisionale è previsto un mix tra voto da parte del consiglio di risoluzione ed eventuale intervento dell’Eurogruppo. Il fondo potrebbe in alcuni casi finanziarsi sui mercati sebbene non ne è ancora ben chiaro il funzionamento. L’accordo andrà ora sottoposto al voto del parlamento europeo. Sul fronte emissioni ieri la Germania ha reso noto una diminuzione dell’ammontare complessivo delle emissioni per il 2014. La riduzione sarà concentrata soprattutto sul comparto biennale, mentre invece rimarrà invariata l’offerta sul segmento decennale.

Negli Usa è alla fine arrivata la decisione sull’inizio del tapering per complessivi 10Mld$ a partire da gennaio, suddivisi in modo paritario tra Treasury e titoli con sottostanti i mutui. La decisione è stata giustificata con un miglioramento dello scenario, certificato anche dall’aggiornamento delle stime della Fed, che hanno fornito un quadro complessivamente migliorativo per il 2014. Il comunicato ha però tenuto a rassicurare che il tasso di riferimento sarà mantenuto invariato anche quando il tasso di disoccupazione sarà “ben al di sotto” del livello del 6,5%, “soprattutto se l’inflazione attesa continuerà a permanere al di sotto dell’obiettivo di lungo termine del 2%”.

Bernanke ha poi enfatizzato questo aspetto nella conferenza stampa, notando come, malgrado l’attesa sia di raggiungimento del target del 6,5% già a fine 2014, la stragrande maggioranza dei membri Fed attende il primo rialzo non prima del 2015. Lo stesso Bernanke ha dichiarato che saranno possibili ulteriori riduzioni del piano di acquisti, in base all’evoluzione dello scenario. In ogni caso ha aggiunto che l’attesa è che il processo di riduzione vada avanti per buona parte del 2014. La reazione sul mercato obbligazionario si è concretizzata in un rapidissimo tentativo del tasso decennale di affacciarsi sopra il 2,90% per poi chiudere poco al di sotto. I commenti di diversi analisti si sono infatti concentrati soprattutto sulla parte del comunicato/dichiarazioni inerenti alle prospettive future sul tasso di riferimento per il quale Bernanke ha cercato di rassicurare che rimarrà sostanzialmente “lower for longer”.

Valute: dollaro in apprezzamento verso la maggior parte delle principali valute dopo la decisione della Fed di ieri sera. L’euro ha provato a rompere la resistenza di 1,38 subito dopo la decisione Fed, attestandosi poi al di sotto di 1,37 mano a mano che è stato metabolizzata la portata della decisione Fed. Primi supporti di breve in area 1,36-1,3650. L’apprezzamento maggiore è stato quello della sterlina grazie al tasso di disoccupazione calato più delle attese nel trimestre che termina ad ottobre, toccando i minimi da 4 anni e mezzo. La sterlina ha ignorato le indicazioni arrivate dai verbali dell’ultima riunione BoE dai quali risulta che i membri ritengono ulteriori apprezzamenti della sterlina capaci di danneggiare il recupero economico britannico. Il supporto sull’euro/sterlina si colloca in prossimità di area 0,83. Lo yen si è deprezzato verso dollaro con il cross salito temporaneamente oltre area 104, sui massimi da oltre 5 anni.

L’euro/yen si è avvicinato temporaneamente alla resistenza 143 per poi ritracciare. Tale livello resta valido anche per oggi con il supporto a 140,90. Sul fronte emergente, in generale si è assistito ad un deprezzamento delle valute di tali paesi dopo la decisione della Fed. Tra le valute in maggiore deprezzamento figurano ancora la rupia indiana ed indonesiana. Volatilità anche per la lira turca che ieri ha registrato un nuovo minimo storico verso euro penalizzata dagli arresti per corruzione che coinvolgono familiari di alcuni ministri del governo e personalità di spicco del mondo bancario. In controtendenza il peso messicano che beneficia dei segnali di miglioramento dell’economia Usa.

Commodity: rialzo dell’indice generale GSCI ieri in linea con le borse mondiali. Il rialzo è principalmente legato al buon andamento del settore energetico (0,90%) grazie al petrolio che ha beneficiato della minore incertezza dopo la decisione della Fed e del calo settimanale delle scorte Usa di greggio e distillati. Tra i preziosi In calo il prezzo dell’oro dopo la decisione della Fed con le quotazioni che questa mattina sono temporaneamente calate sotto 1200$ per la prima volta da giugno. Il prezzo del metallo convertito in euro è calato stamani sotto gli 880€/oncia, livello minimo dal maggio 2010. Leggermente negativo l’indice settoriale dei metalli non ferrosi (-0,1%), mentre quello agricolo (-0,8%) ha registrato un calo più marcato penalizzato soprattutto da zucchero, soia e cereali.

Azionario: seduta di ieri positiva per i listini europei in un contesto comunque di volumi piuttosto contenuti vista l’attesa per la riunione FED. Le indicazioni positive giunte dall’indice IFO tedesco hanno sostenuto gli acquisti in Europa con il settore tecnologico e finanziario risultati tra i migliori.

In Italia l’indice Ftsemib ha chiuso la seduta con un rialzo di oltre l’1% favorito da acquisti generalizzati sui comparti bancario ed industriale. Tra i migliori troviamo Prysmian che sale di oltre il 5% dopo che la società ha ottenuto un finanziamento di 100 Mln€ dalla Bei. In mattinata apertura in forte rialzo per tutte le borse europee con l’indice DAX che si riporta in prossimità dei massimi storici.

Negli Usa seduta di ieri dai due volti per i principali indici: ad un andamento debole in attesa della decisione FED è seguito un marcato rialzo dopo che l’Istituto, nonostante il tapering di 10 Mld$, ha riassicurato gli investitori sul mantenimento di tassi ancora bassi anche in presenza di un miglioramento del mercato del lavoro. Gli indici S&P500 e Dow Jones hanno chiuso la seduta in rialzo di oltre l’1%, entrambi su nuovi massimi storici, mentre l’indice Nasdaq ha segnato nuovi massimi da 13 anni. A livello settoriale tutti i comparti hanno chiuso in positivo con health care e finanziari in testa. All’interno del comparto auto da segnalare il forte calo di Ford (-6,3%) dopo che la società ha abbassato le stime di utili per il prossimo anno.

Sul fronte emergente, seduta in rialzo per l’indice MSCI EM favorito dal rimbalzo della borse turca dopo il crollo di martedì e dal buon andamento dei listini latinoamericani con il Bovespa in guadagno di circa l’1%. Durante la notte andamento misto per i listini asiatici nonostante la buona chiusura di Wall Street. In forte rialzo le borse australiana e nipponica con quest’ultima che ha chiuso sui massimi da sei anni. Ancora in calo, per l’ottava seduta consecutiva, il listino cinese alla luce delle continue tensioni sul mercato interbancario.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI:

ALITALIA – Secondo quanto riportato da Il Sole 24Ore, ci sarebbe un interesse concreto della compagnia aerea Ethiad verso Alitalia; secondo le indiscrezioni del quotidiano, il gruppo degli Emirati Arabi potrebbe infatti entrare nel capitale della compagnia italiana rilevando le quote di Intesa ed Unicredit e fornendo ulteriori 200Mln€ di capitale (diventando così il primo azionista della società sebbene sotto al 49%). Sempre secondo Il Sole, Alitalia avrebbe inoltre già speso i 225Mln€ derivanti dall’aumento di capitale avendo effettuato pagamenti su arretrati di mesi.

ATLANTIA – Il Cda della società ha approvato la distribuzione di un acconto sul dividendo per l’esercizio fiscale 2013 pari a 0,355€ per azione. L’acconto sul dividendo sarà posto in pagamento dal 2 gennaio 2014 con stacco della cedola fissato al 23 dicembre dell’anno in corso.

ENI – La società ha annunciato di aver raggiunto un accordo con GasTerra per ottenere una significativa riduzione del prezzo del di fornitura di gas relativa ai contratti take-or-pay. Secondo alcune indiscrezioni, l’impatto potrebbe essere positivo per Eni per complessivi 300Mln€ all’anno.

IMPREGILO – La società si è aggiudicata una commessa in Australia per la costruzione di una nuova linea ferroviaria (che dovrà essere completata entro il 2017); il controvalore dell’operazione ammonta a 220Mln€ circa.

MEDIOBANCA – Secondo quanto riportato dalla stampa, l’Istituto procederà a fine febbraio con una revisione della governance sulla base delle nuove normative che dovrebbero essere introdotte nel mese di gennaio del prossimo anno.

MONCLER – La società ha annunciato che i “joint global coordinators” dell’offerta globale di vendita (Goldman Sachs, BofA Merrill Lynch e Mediobanca) hanno esercitato per intero l’opzione greenshoe per un totale di oltre 10Mln di azioni (vendute al prezzo di 10,20€ per azione).

PRYSMIAN – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società avrebbe ricevuto un finanziamento dalla BEI (Banca europea per gli investimenti) per un ammontare complessivo di 100Mln€ circa destinato al supporto dei piani della ricerca stabiliti per il triennio 2013-2016 in Europa.

TELECOM ITALIA – Il fondo statunitense BlackRock ha dichiarato, su richiesta della Consob, che al 16 dicembre possedeva una quota Telecom Italia inferiore al 10%.

UBI BANCA – L’agenzia di rating Moody’s ha annunciato di aver ridotto il giudizio sui depositi della società a “Baa3″ dal precedente “Baa2″ con outlook negativo.

FORD – La società ha rivisto le stime per il prossimo futuro; sebbene il 2014 dovrebbe essere un anno da record per la casa automobilistica, il margine operativo compreso nel range 8-9% non sarebbe comunque raggiungibile nel 2015-2016 a causa della forte recessione in Europa.

BANESCO – La banca con sede a Caracas, si è aggiudicata per poco più di 1Mld€, attraverso un asta a buste chiuse, la banca spagnola nazionalizzata NCG Banco SA prevalendo così sulle offerte fatte da altre società di cui tre spagnole (tra le quali Banco Santander) e tre statunitensi. Il meccanismo prevedeva che qualora l’offerta più alta non fosse stata superiore al 50% (minimo di 200Mln€) della seconda, l’asta avrebbe avuto un successivo round.

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