Svolta Mnuchin: “presto riforma fiscale”, investitori ci credono

21 aprile 2017, di Mariangela Tessa

Riforma fiscale no, riforma fiscale si. Nel giro di pochi giorni il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, cambia idea in merito al piano sulle tasse volute dal presidente Usa Donald Trump, affermando che la Casa Bianca presenterà un piano “molto presto”. Messaggio che ha alimentato l’euforia sul mercato. Sono bastate queste poche parole per mettere il turbo ai mercati: il Dow Jones ha guadagnato 174,22, lo 0,85%, a quota 20.578,71 mentre l’S&P 500 è salito di 17,67 punti, lo 0,76%, a quota 2.355,84.

Gli investitori sembrano essersi dimenticato che soltanto lunedí scorso, in un’intervista al Financial Times, lo stesso ministro aveva detto che difficilmente una maxi riforma fiscale avrebbe preso forma entro agosto come aveva promesso.

Trader e gestori già guardano alla settimana prossima, quando il presidente Donald Trump conta di riuscire a fare passare una riforma della sanità al Congresso (cosa che non gli era riuscita a fine marzo) e anche la legislazione per continuare a finanziare il governo evitando uno shutdown; su questo c’è tempo fino al 28 aprile.

Sempre ieri, intervenendo a Washington a un incontro organizzato dall’Institute for International Finance, Mnuchin ha sottolineato che la priorità dell’amministrazione Trump è quella di aumentare la crescita degli Stati Uniti attraverso tagli fiscali e una revisione dei regolamenti: un’economia Usa in crescita crescente economia americana avrà effetti positivi per il mondo.

Mnuchin ha inoltre messo in evidenza la necessità di tagliare le imposte sulle imprese per incoraggiare le imprese statunitensi a rimpatriare “migliaia di miliardi di dollari” nei proventi esteri delle aziende esteri attualmente parcheggiati nei conti offshore, porterà investimenti e crescita.”Ciò che è bene per l’economia statunitense è buono per l’economia globale”, ha detto Mnuchin aggiungendo che le aliquote fiscali statunitensi sono tra le più alte del mondo e hanno causato le aziende, comprensibilmente parcheggiare i loro guadagni offshore.

“Si tratta di rendere competitive le imprese e di riportare quello che pensiamo saranno trilioni di dollari per investire”, ha detto. Alla domanda se un taglio fiscale enorme avrebbe ampliato il disavanzo di bilancio statunitense, Mnuchin ha riconosciuto che avrebbe avuto un impatto, ma ha puntualizzato che questo sarà bilanciato una volta che la crescita positiva prevista dall’aumento dell’investimento sarà presa in considerazione.

 

 

 

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