Strappo Salvini-Di Maio, Renzi può tornare in gioco

10 aprile 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Scintille tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio nella trattativa per la formazione del nuovo governo. Da una parte il leader della Lega che apre ai cinque Stelle, dall’altra i pentastellati che però fanno muro contro la coalizione di centrodestra in cui Silvio Berlusconi ha ancora voce in capitolo.

“C’è il 51% di possibilità di fare un governo tra centrodestra e Cinquestelle.(…)  Potete immaginare un governo con noi e Berlusconi. Sono molto fiducioso che si formerà un governo e sarà un governo del cambiamento. Dovete solo darci del tempo. Solo noi a Palazzo Chigi possiamo garantirvi che quel cambiamento si farà”.

Così il segretario del Carroccio in visita in Friuli Venezia Giulia. Immediata la risposta del leader del M5s, che scrive su Twitter:

“C’è lo 0% di possibilità che il Movimento 5 stelle vada al governo con Berlusconi e con l’ammucchiata di centrodestra”.

Di Maio, in questo momento, mi interessa meno di zero”, ha poi replicato a margine di un comizio a Spilimbergo (Friuli Venezia Giulia) Matteo Salvini che sull’ipotesi di una terza figura che provi a formare un governo afferma:

“Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in Parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente”.

Senza un accordo tra Salvini e Di Maio salgono le chance di un ritorno alle urne, probabilmente in autunno. Intanto questa sera alle 18 si troveranno al Nazareno, sede del Pd, i gruppi parlamentari del defunto Pd che potrebbe rimettersi in gioco se dovesse riprendere quota un governissimo con tutti dentro, come scrive La Stampa.

Da 48 ore al Quirinale è sopraggiunta una rinnovata fiducia, nella convinzione che tutti i partiti, Pd incluso, possano dare una mano. E si confida che alla fine del secondo giro di consultazioni, possa rientrare in gioco tutto il Pd, Matteo Renzi incluso. 

Nel frattempo sulla questione di stallo venutasi a creare all’indomani del voto interviene anche il Financial Times secondo cui sebbene i mercati siano “rassicurati dalla presenza di Mattarella”, l’Italia “difficilmente può permettersi una paralisi prolungata“.

Il quotidiano della City londinese parla del rischio che in Italia si verifichi un “Syriza moment”, ossia che si ripeta quanto avvenuto in Grecia. Le condizioni economiche sono migliori in Italia rispetto a quanto non fossero in Grecia nel 2015, quando il paese più indebitato dell’Eurozona ha rischiato di essere cacciato dall’Europa. Il profilo del debito pubblico, inoltre, è più stabile con le scadenze medie che sono di sette anni.

 

Tuttavia, osserva Tony Barber sul Financial Times, il vecchio sistema politico filo europeo appartiene al passato. Se salissero al potere, MoVimento 5 Stelle e Lega potrebbero fare un passo indietro e cancellare le riforme economiche attuate negli ultimi anni e aumentare i deficit, violando le soglie di Bruxelles proprio in un periodo in cui verranno gradualmente a mancare gli aiuti della Bce.

 

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