Stampa russa: l’era di Putin è agli sgoccioli

8 settembre 2017, di Alessandra Caparello

MOSCA (WSI) – L’era Putin è agli sgoccioli. Così titola oggi il quotidiano generalista russo Moskovskij Komsomolez. La notizia è che l’articolo a firma del giornalista Andrej Kamakin non è apparso su un quotidiano dell’opposizione ma uno generalista molto vicino al presidente.

Emblematico il titolo “L’autunno del presidente Putin: i rischi aumentano” e soprattutto l’immagine che lo accompagna quella di un sole al tramonto. Il quotidiano fa i conti di tutti i record di permanenza al poter dei leader passati in concomitanza con l’andamento dell’economia moscovita e si chiede se non sarebbe opportuno che Putin lasci il suo incarico e non si ricandidi alle presidenziali del marzo prossimo, il suo quarto mandato non consecutivo al Cremlino, auspicando così che questo in arrivo sia l’ultimo autunno da presidente.

Lo stesso Putin, a ben vedere, come riporta il quotidiano, un mese prima di arrivare al governo su chiamata di Boris Eltsin, disse che un dirigente non deve mai restare nello stesso posto più di cinque anni, altrimenti il suo lavoro diventa meno efficace.

Era il luglio 1999. Il suo mandato, qualora decidesse di ricandidarsi, potrebbe arrivare a totalizzare ben 24 anni di governo, secondo solo al record di Stalin di 29 anni. Negli ultimi 18 anni, sottolinea il quotidiano russo, il tenore di vita dei russi è nettamente migliorato ma al tempo stesso non si può non notare un rallentamento economico molto recente.

“Qualcuno dirà che non è colpa di Putin, ma della congiuntura globale e delle sanzioni occidentali. Ma se così fosse bisognerebbe anche riconoscere che Putin non ha merito neppure per i risultati positivi anche quelli determinati da fattori esterni”.

Così scrive il giornalista sul quotidiano arrivando a compiere l’impensabile: criticare il leader russo. Come la prenderà Putin? C’è chi afferma che l’articolo è una dimostrazione voluta dal presidente che la stampa moscovita è libera, ma per i più complottisti si tratterebbe di una ennesima mossa studiata a tavolino dal Cremlino per preparare il terreno all’uscita di scena del presidente.

 

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