Spread spacca il governo, Savona: “se sfugge di mano, ripensare manovra”

10 ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Lo spread divide il Governo. In contrasto con le recenti dichiarazioni dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio che, in più occasioni hanno ribadito che l’andamento del differenziale tra Btp e Bund non fermerà le riforme del governo gialloverde, il ministro per gli Affari Europei Paolo Savona pensa invece che lo spread sia un parametro di cui tener conto nel difficile sentiero di approvazione della Legge di Bilancio.

“Se ci sfugge lo spread si deve cambiare la manovra”  ha detto il ministro dallo studio di Porta a Porta, aprendo alla possibilità che le stime inserite Nota di aggiornamento al Def vengano modificate nel caso in cui i mercati continuino a prendere di mira i titoli di Stato italiani.

Parole che, secondo le prime voci, non sono piaciute ai membri del governo, creando più di una tensione nella compagine guidata da Giuseppe Conte.

Nell’intervista a Porta a Porta, Savona si è detto

“abbastanza sicuro” che “lo spread non arriverà a 400″ perché “il mercato non vuole la crisi, che interesse avrebbe? Con tutte le critiche che si sono riversate il mercato avrebbe potuto reagire e gli speculatori ne avrebbero approfittato ma il mercato si è dimostrato più cauto della politica ed anche dei titoli dei giornali”.

Sempre sulla recente impennata del differenziale Btp-Bund, l’economista sardo ha criticato il presidente della Bce Mario Draghi sostenendo che, a suo avviso,  “non sta facendo bene il suo lavoro” perché dovrebbe intervenire maggiormente comprando titoli di Stato per calmierare lo spread”.

 

Hai dimenticato la password?