Scudo anti spread: Giorgetti invoca divieto di vendite short

21 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Alla fine lo spread finisce per far davvero paura al governo. Dopo settimane più o meno stabile intorno ai 300 punti, ieri il differenziale di rendimento tra i BTp italiani e i Bund tedeschi è salito fino a 335 punti e chiude poi la giornata a quota 326 punti base, con il rendimento del BTp con scadenza decennale al 3,61 per cento.

Il segnale più preoccupante arriva dal BTp Italia che raccoglie uno scarso interesse da parte dei risparmiatori rimanendo molto al di sotto delle attese: ancora fermo a 722,67 milioni contro gli 8 miliardi sperati.

A mercati chiusi ieri a parlare è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, parlando a margine del convegno ‘Sport Leaders Forum’ all’interno della sede romana del Corriere dello Sport.

Lo spread a 326? Speriamo che si vieti finalmente la vendita allo scoperto anche in Italia”.

Il divieto di vendite allo scoperto potrebbe fermare l’ondata che ha colpito i titoli di Stato italiani fin dall’insediamento del governo giallo-verde. Come riporta Repubblica, inizialmente le parole di Giorgetti erano state interpretate come un intervento diretto sui Btp.

Successivamente il sottosegretario ha precisato che quello che immagina è “sterilizzare almeno gli effetti dello spread sulla borsa e in particolare sui bancari”: quindi bloccare le vendite allo scoperto non direttamente sui Btp ma sui titoli delle banche, per evitare che la corsa dello spread possa avere effetti sul valore degli istituti.

Una scialuppa di salvataggio la misura invocata da Giorgetti e ad attivarla dovrebbe essere la Consob.

 

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