Spread, AD Terna: “se incertezza dura, ci saranno conseguenze”

23 marzo 2018, di Daniele Chicca

L’incertezza politica di questi giorni non è certo una novità per l’Italia e così pertanto viene percepita in questa fase dai mercati finanziari. Tuttavia, dovesse durare a lungo l’instabilità politica, le tensioni sui titoli obbligazionari incomincerebbero a farsi sentire come già avvenuto in passato, in particolare se con il tempo dovesse venire meno lo scudo della Bce.

Lo sostiene l’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, che in un’intervista rilasciata in esclusiva a Bloomberg Tv stamattina non si è detto particolarmente preoccupato dal contesto politico italiano caotico: non per il momento, almeno. “Bisognerà aspettare un po’ di tempo prima di vedere la formazione di un governo, ma alla fine si troverà un accordo e non siamo l’unico paese che è nella stessa situazione” incerta. Oggi si insedia il nuovo parlamento e presto si svolgeranno le votazioni per eleggere i due presidenti di Camera e Senato.

“Se guardiamo ai fondamentali economici, l’Italia va bene. Consumi elettrici e PIL sono in salute”. Insomma,. “l’economia si sta stabilizzando e siamo abituati a gestire una certa instabilità politica. Nei prossimi mesi verrà trovata una situazione, anche perché c’è una fitta agenda” da seguire.

Oggi come oggi se guardo allo Spread non sembra eccessivamente sotto pressione, secondo l’ex AD di Poste Italiane, anche grazie alle misure di Draghi. Dipende da quanto durerà l’incertezza, se durerà troppo potremmo vedere delle conseguenze anche sullo Spread tra Btp e Bund.

Per quanto riguarda la rivoluzione energetica, Ferraris sottolinea che “siamo nel mezzo di una trasformazione energetica, la complessità della quale è aumentata negli ultimi tempi”.

“L’Italia è cresciuta molto in questo frangente” “Sta crescendo il numero di pannelli fotovoltaici, di turbine eoliche, ma bisogna colmare il gap infrastrutturale“. I cinque miliardi di euro di investimenti di Terna “servono a questo, anche per affrontare le sfide dei prossimi anni”. Le auto elettriche, che stanno attraversando una fase di boom, avranno bisogno per esempio di stazioni dove poter ricaricare le batterie in fretta, e le imprese del settore utility possono dare una mano a coordinare e accelerare questo processo.

Ferraris a quel punto cita le cifre dell’agenzia IEA, la quale – sebbene non anticipi una grande crescita dell’uso dell’elettricità – prevede al contempo nei prossimi otto anni 6.700 miliardi di investimenti totali in energia rinnovabile e altri grid nel mondo: “ecco perché siamo pronti a investire in Italia, il secondo paese in Europa in termini di produzione di energie rinnovabili” e uno dei paesi più interconnessi dell’Unione Europea e che punta a diventare uno dei protagonisti (“key player“) del Mediterraneo.

Anche se nel suo outlook energetico 2017 l’EIA vede una rapida crescita delle fonti energetiche non inquinanti come rinnovabili e nucleare, più ampia di quella dei combustibili fossili, questi ultimi rappresenteranno comunque almeno tre quarti dei consumi energetici mondiali anche nel 2040 (vedi grafico).

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