Spread scende da quota 300, in Usa scatta allarme curva di Phillips

28 novembre 2018, di Daniele Chicca

Lo spread di rendimento tra Italia e Germania si è riaffacciato in area 300 punti base prima di scendere poco sopra quota 290. I mercati sono incerti sulla direzione da prendere in un contesto particolarmente delicato per l’economia e la finanza mondiale, tra Brexit, guerra commerciale, continuo braccio di ferro sui conti pubblici italiani e ripresa economica globale in forse. In Europa la seduta delle Borse principali è incerta, mentre in Asia l’azionario è positivo ma senza grande slancio, a parte Pechino che guadagna l’1% circa. La speranza del mercato è che Pechino intraprenderà misure a sostegno dell’economia. Inoltre si apre uno spiraglio di pace nella sfida a colpi di dazi tra le prime due potenze al mondo. I trader ultimamente incontrano una certa difficoltà nel decifrare i segnali contrastanti sulle prospettive della disputa commerciale sino americana. Ma l’idea che Donald Trump e Xi Jinping ceneranno insieme sabato – evento che per la Casa Bianca rappresenta “una grande opportunità”, favorisce il sentiment.

Sul mercato obbligazionario secondario i Btp a due anni in compenso hanno recuperato molto terreno nelle ultime sedute come conseguenza dell’apertura del governo all’Ue sul piano di bilancio. I rendimenti hanno perso 80 punti base in una manciata di giorni, ossia da quando l’esecutivo giallo verde si è detto pronto a venire incontro ad alcune delle richieste della Commissione europea sul rapporto deficit Pil e sulle misure giudicate troppo espansive e compromettenti per la stabilità del debito pubblico, il terzo più alto al mondo. Tuttavia il vice presidente dell’organo esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis, ha fatto sapere intervistato da La Stampa che la correzione da apportare alla legge di bilancio deve essere ancora più consistente di quella proposta dall’Italia.

Intanto in Usa si inizia a temere per un rallentamento della crescita portentosa americana degli ultimi tempi. Le misure di stimolo fiscale di Trump stanno per venire meno e il mercato del lavoro è particolarmente “tight”. Tanto è vero che si torna a parlare di Curva di Phillips, quella teoria secondo cui il rapporto tra tasso di disoccupazione e inflazione è molto forte e inversamente proporzionale. Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione è sceso a ottobre al minimo dal 1969, mentre l’inflazione ha iniziato a surriscaldarsi. In caso di bassi livelli di disoccupazione, le aziende fanno fatica a trovare la forza lavoro di cui avrebbero bisogno quindi sono pronte a offrire salari più alti, che tuttavia generano un aumento dei prezzi. Questa condizione preoccupa gli investitori che preferiscono in linea generale non prendere troppi rischi e chiudere qualche posizione rischiosa prima della fine dell’anno.

 

Il Liveblog è terminato

28 novembre 201813:30

Tenaris a picco a Piazza Affari (-8%): sul titolo pesa la notizia dell’indagine aperta in Argentina contro Paolo Rocca. Il presidente e AD è accusato nell’ambito di un’indagine per corruzione che coinvolge la controllante Techint. Tra le blue chip italiane, male anche Atlantia (-2,4%) e Pirelli (-2,2%). Forti acquisti invece sulle banche: Banco Bpm +5,3%, Bper +3,4%, Unicredit +2,5%.

In generale la seduta è poco mossa con Borsa di Milano che viaggia sulla parità al giro di boa di metà seduta. Deboli le altre Borse europee. L’indice principale Ftse Mib segna un calo frazionale dello 0,03% a 19.145 punti in questo momento. Sul fronte dei titoli di Stato italiani, lo spread è in restringimento a 291 punti dopo essersi avvicinato a quota 300.

28 novembre 201816:34

Negli Stati Uniti, mentre l’attenzione del mercato si sposta sulla Fed e sul G20 di fine mese, i mercati azionari sono positivi. È ancora presto per dire quali nuovi sviluppi si apriranno in ambito di politica monetaria e commerciale, ma l’incontro Trump-Xi di questo weekend e la riunione del Gruppo dei 20 in Argentina aiuteranno a schiarire le idee.

Per ora gli investitori scommettono sull’arrivo di buone notizie. L’indice S&P 500 avanza di mezzo punto percentuale in area 2.695. Il prezzo di chiusura di un anno fa è stato di 2.673,61, pertanto il computo è ancora positivo malgrado i cali pesanti di ottobre e quelli lievi di novembre. Il Nasdaq guadagna dal canto suo l 0,7% circa a quota 7.131,72. Il Dow Jones fa segnare un progresso di 200 punti (+0,81%) a quota 24.947. In questo caso la chiusura dell’anno scorso era stata in area 24.719,22. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasuries sono in leggero rialzo (vedi tabella ricapitolativa sotto riportata).

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28 novembre 201819:42

Il valore del Dollar index, che valuta la forza del biglietto verde in rapporto a un paniere di altre valute, è bruscamente calato in seguito all’intervento “morbido” del presidente della Fed, che piacerà al presidente Donald Trump. Dopo l’intervento di Jerome Powell all’Economic Club di New York, il calo della divisa statunitense è attualmente dello 0,50%, mentre Wall Street festeggia con un rialzo del +1,5% le parole sui tassi “vicini al livello neutrale”.

Secondo Powell i tassi d’interesse americani restano sottodimensionati rispetto agli standard storici, ma il percorso di rialzo non è predeterminato e risponderà all’osservazione “molto ravvicinata” dei dati macroeconomici. Una precisazione che lascia intendere che il ritmo dei rialzi dei tassi potrebbe essere sospeso, all’occorrenza.

28 novembre 201819:43

Se i tassi Usa sono vicini al loro valore “neutrale” standard, le principali Borse europee hanno chiuso proprio in piena zona neutra. Guadagni per Fresenius (+2,50%), Inditex (+1,71%) e BBVA (+1,21%). Axa chiude in rialzo dello 0,73% su aumento dividendo. Male Philips (-2,2%) e le francesi Sarfan (-1,94%) e Danone (-1,49%).

28 novembre 201819:45

Ben poco significante anche la variazione per Piazza Affari, con il listino delle blue chip Ftse Mib che perde lo 0,18%. Buy sulle banchei, in particolare Banco Bpm (+4,39%), Ubi Banca (+1,25%) e, fuori dal listino principale, Banca Carige (+11,11%). Telecom Italia paga con un -1,15% la bocciatura di Goldman Sachs. Crolla Tenaris (-7,08%) dopo le indagini avviate contro il suo AD e presidente.

28 novembre 201819:48

Tra gli altri mercati il barile di petrolio Wti è tornato in territorio negativo, con un calo al momento dell’1,08% a 51,53 dollari in seguito alla pubblicazione dei dati sulla variazione delle scorte statunitensi, che hanno visto un ulteriore ampliamento. L’Energy Information Administration ha riferito che le scorte commerciali di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di altri 3,6 milioni di barili. E’ il decimo aumento settimanale registrato dall’Eia. Le scorte di benzina, invece, sono diminuite di circa 800.000 barili.

Era atteso un aumento di 500.000 barili di greggio, secondo un sondaggio condotto tra analisti e operatori dal Wall Street Journal. La produzione petrolifera statunitense, nel frattempo, ha toccato il record di 11,7 milioni di barili al giorno.

28 novembre 201819:48

Tra gli altri mercati il barile di petrolio Wti è tornato in territorio negativo, con un calo al momento dell’1,08% a 51,53 dollari in seguito alla pubblicazione dei dati sulla variazione delle scorte statunitensi, che hanno visto un ulteriore ampliamento. L’Energy Information Administration ha riferito che le scorte commerciali di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di altri 3,6 milioni di barili. È il decimo aumento settimanale registrato dall’Eia. Le scorte di benzina, invece, sono diminuite di circa 800.000 barili.

Era atteso un aumento di 500.000 barili di greggio, secondo un sondaggio condotto tra analisti e operatori dal Wall Street Journal. La produzione petrolifera statunitense, nel frattempo, ha toccato il record di 11,7 milioni di barili al giorno.

28 novembre 201819:48

Il dato macro di giornata è stato però quello riguardante il Pil Usa. La crescita della prima economia al mondo nel terzo trimestre è stata del +3,5%, riportandosi sullo stesso livello del secondo trimestre e mostrando una marginale flessione rispetto alle aspettative di mercato che lo vedevano crescere di un 3,6% rispetto al trimestre precedente.

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