Spauracchio Italia: Bce e Fed avvisano sui rischi di contagio

29 novembre 2018, di Daniele Chicca

Dopo la Fed anche la Bce avverte del pericolo che la situazione politico economica incerta dell’Italia rappresenta per la stabilità del sistema finanziario. Le tensioni montanti sui mercati del debito italiano potrebbero influenzare altri paesi indebitati e poco virtuosi dell’area euro e provocare un incremento disordinato dei tassi di interesse. 

È quanto precisa la banca centrale europea nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria. Ieri, in riferimento al braccio di ferro sui conti pubblici tra Roma e Bruxelles, Jerome Powell – numero uno della banca centrale americana – aveva osservato come l’Italia rappresenti un rischio sistemico.

Nel report dell’istituto guidato da Mario Draghi, in cui viene elencata una lunga serie di pericoli potenziali per la stabilità dell’Eurozona, la Bce evoca il deficit di bilancio elevato dell’Italia, la fine del ciclo di crescita negli Stati Uniti e i segni di sopravvalutazione del mercato immobiliare in area euro.

“I timori sulla sostenibilità del debito sovrano sono tornati a farsi sentire”, indica la Bce nel rapporto, aggiungendo che le “pressioni sui costi di finanziamento degli Stati, a cui si aggiunge l’insufficienza degli sforzi di consolidamento di bilancio, potrebbero portare i livelli di indebitamento su una traiettoria insostenibile nei paesi maggiormente indebitati”.

La legge di bilancio italiana per il 2019, che prevede misure di espansione fiscale e spesa pubblica che rappresentano secondo la Commissione europea una “grave inadempienza” delle regole comuni, ha provocato un’impennata dei tassi di interesse dei Btp e dello Spread di rendimento con la Germania, rendendo più fragile un’economia che deve già fare i conti con una crescita fiacca e il terzo debito pubblico maggiore al mondo.

“Le crescenti tensioni sul mercato potrebbero propagarsi a degli altri mercati del debito sovrano in caso di aumento dello stress italiano”, ha segnalato la Bce, la quale si dice per la prima volta preoccupata anche dai prezzi delle case ritenuti non più ragionevoli in determinate regioni.

Sebbene da tempo la Bce rassicuri sul fatto che il prezzo del mercato del mattone non è eccessivo, giovedì ha avvertito che esistono ormai dei “timidi segnali” di una ipervalutazione, con delle divergenze di prezzo importanti tra le varie aree del blocco della moneta unica.

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