Siria, Putin: “Se attacchi continuano, sarà il caos”

16 aprile 2018, di Alessandra Caparello

MOSCA (WSI) – Il presidente russo Vladimir Putin mette in guardia dal ‘caos’ nell’ordine internazionale se la Siria viene attaccata di nuovo.

Dopo aver parlato al telefono con il suo omologo iraniano Hassan Rouhani, dal Cremlino è arrivata una dichiarazione che getta ancora più preoccupazioni attorno alla questione siriana.

Vladimir Putin, in particolare, ha sottolineato che se tali azioni commesse in violazione della Carta delle Nazioni Unite continuano, allora inevitabilmente porterà al caos nelle relazioni internazionali”.

Sabato gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno lanciato 105 missili contro tre impianti di armi chimiche in Siria, come rappresaglia a seguito dell’attacco chimico a Douma. I paesi occidentali accusano Assad per l’attacco che ha ucciso decine di persone ma il governo siriano e il suo alleato, la Russia, hanno negato il loro coinvolgimento. I bombardamenti hanno segnato il più grande intervento dei paesi occidentali contro Assad e la Russia alleata. Gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno  sottolineato che gli attacchi missilistici sono limitati alle capacità siriane sulle armi chimiche e non miravano a rovesciare Assad o intervenire nella guerra civile.

Nel frattempo, l’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha detto che gli Stati Uniti avrebbero annunciato nuove sanzioni economiche destinate alle aziende che hanno a che fare con la fornitura di equipaggiamenti ed attrezzature legate alluso di armi chimiche da parte del regime di Assad.

“Il nostro obiettivo è vedere le truppe americane tornare a casa, ma non ce ne andremo fino a quando non sapremo di aver raggiunto i nostri scopi”.

Rispondendo alle osservazioni di Haley circa i piani per le nuove sanzioni, Evgeny Serebrennikov, vice capo del comitato di difesa della camera alta del Parlamento russo, ha detto che Mosca è pronta per le sanzioni.

“Sono difficili per noi, ma faranno più danni agli Stati Uniti e all’Europa”.

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