Sinistra assortita Italiana: è nato un “cespuglio o una sterpaglia?”

20 giugno 2017, di Giovanni Falcone

Grazie al  “duo Montanari – Falcone è nata una nuova formazione politica nell’ampia e assortita galassia di sinistra, denominata  “Un’alleanza popolare per la democrazia e l’eguaglianza”.

Letto così, mi sembra molto più un titolo di un film di Lina Wertmüller che, notoriamente si distinguevano subito per la lunghezza e lo straordinario uso delle parole.

Nel nostro caso che, non so ancora se definire “cespuglio o sterpaglia”, è diverso, non conoscendo ancora la consistenza di questa nuova formazione politica, trattandosi di una novella che non ha ancora affrontato alcuna competizione elettorale.

Insomma, questa nuova formazione politica le urne non le conosce ancora, non le ha ancora viste o misurate.

A voler essere curiosi e cercare i contenuti di questa neonata assemblea condominiale nata a sinistra della sinistra, non si intravede niente, a parte le chiacchiere naturalmente.

Anzi no, qualcosa si intravede: l’ostilità preconcetta ed assoluta contro un leader acclamato, riconosciuto e votato da oltre un milione di elettori del centro sinistra o, più esattamente del Partito democratico, Matteo RENZI.

Del “duo”, come accennato in premessa, fa parte l’Avvocato Anna FALCONE, specializzata in “diritto amministrativo”, conosciuta pure come la “pasionaria” dell’accozzaglia [1], che personalmente, soprattutto per quello che ho visto dopo l’esito del referendum, ho iniziato a definire i “soloni a costo zero”, dei vuoti a perdere.

La stessa, pare che abbia detto che adesso si sta spendendo e parla a nome del 60% che ha votato NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: «Noi abbiamo un mandato da quel 60% che ha votato No alla riforma costituzionale, quello è il nostro bacino» ha tuonato.

Incredibile ma vero, roba grossa, da brividi: attribuendosi un consenso così alto con la neonata sterpaglia, l’avvocato non conosce il significato del termine “accozzaglia” che, lungi dall’avere un significato dispregiativo è riportato in appendice a questo articolo direttamente ripreso dal “Garzanti linguistica”.

Poi abbiamo un altro nome di peso, noto ed apprezzato storico dell’arte che personalmente ho conosciuto nel periodo di peso e di composizione della stessa “accozzaglia”, durante la campagna referendaria, tale Tomaso MONTANARI, un altro solone che in fatto di Costituzione non deve imparare niente da nessuno.

Insomma questo “duo”, ha riunito ieri l’altro un gruppo di amici in un teatro della capitale, soprattutto “anti-renziani”, pensando in questo modo di dare vita ad una ennesima  formazione politica.

Idee, progetti, visione di futuro? Siamo all’anno zero!

Nulla, come al solito apriamo tavoli e parliamo, parliamo, parliamo e, alla fine, se non si è d’accordo, rinviamo, come si è sempre fatto negli ultimi trent’anni.

La Sinistra assortita italiana, in questo è imbattibile.

Non decide mai niente, non si assume responsabilità e tira a campare anzi tira a mantenere la poltrona o al massimo si scinde e forma un’altro partito da prefisso telefonico. Questo tipo di sinistra, se poi si accorge che qualcosa non funziona – per esempio le poesie del leader non bastano più a guadagnare consensi, pur restando nell’ambito del prefisso telefonico, si scioglie e continua a ripetere le stesse litanie sotto un’altra denominazione (Sinistra Italiana docet!).

Vorrei ricordare alla neonata formazione che il 41% degli italiani aventi diritto al voto – nel 75% che ha votato al Referendum costituzionale – la pensa all’opposto, vuole una Italia più semplice, meno costosa, meno burocrazia e meno corruzione.

E’ una Italia che vuole cambiare, che vuole uscire dalla palude, che guarda al futuro e che certamente non ha bisogno di fare “assemblee di condominio”.

 AVANTI TUTTA!

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[1]

 ACCOZZAGLIA – “Garzanti linguistica: insieme disordinato di persone o cose, per lo più disparati tra loro”. Questo gruppo, disomogeneo, affatto coeso e che non sono d’accordo su niente anche se, nel periodo immediatamente precedente la data del referendum del 4 dicembre u.s., in più occasioni, hanno avuto la sfacciataggine di dire che nell’arco di 15 giorni si sarebbero messi attorno ad un tavolo per iniziare ad elaborare un testo “decente” di riforma costituzionale

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