SE LA SINISTRA PIANGE, LA DESTRA NON RIDE

16 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Michele Boldrin e’ professore al Department of Economics Washington University in St. Louis. Il contenuto di questo scritto, pubblicato originariamente sul blog NoiseFromAmerika, esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Quando i troppi impegni impediscono di scrivere su temi anche minimamente impegnativi (e ce ne sarebbero) come ci si difende? Parlando di politica, perbacco!

Sono i limiti del blog auto-gestito da una banda di accademici: quando il lavoro preme, il blog langue. Ed il lavoro preme in questo periodo, per cui ne risente il noise … Peccato, perchè di carne alla griglia ce ne sarebbe, dalla tragica condizione della letteratura e del cinema italici alla questione meridionale che rispunta attraverso l’evasione fiscale, dagli enti locali che scoprono i derivati e ci rimettono le penne alla continua crisi delle borse che prova ancora una volta l’inutilità, anzi il danno, delle politiche monetarie “attive”. E questi sono solo i temi che ho in mente io! Ma siamo tutti, apparentemente, a scrivere papers o almeno (quelli più fighi) ad ascoltarne di dotti al Courant Institute. Quindi abbiate pazienza, che comunque i dibattiti sui commenti non son male, no? Excusatio non petita …

Eccomi quindi a commentare, forse con eccessiva facilità perchè si tratta di tema vecchio ed abbondantemente trattato, la questione della leadership della destra politica italiana. La facilità del commento non alimenti però l’equivoco che di questione secondaria e facilmente risolvibile si tratta. Al contrario, né secondaria né facilmente risolvibile, tutt’altro.

Cominciamo da qui, visto che è notizia di ieri. Ora il problema non consiste nel fatto che il capo dell’opposizione faccia una figura meschina dietro all’altra, promettendo spallate da un anno e tre mesi, spallate che son sempre rinviate. Questo è il meno. Il problema consiste nei seguenti tre fatti, che questo episodio sintetizza perfettamente.

(I) Il capo dell’opposizione – ed al momento candidato unico della medesima alla Presidenza del Consiglio – è un signore di 71 anni e quasi due mesi, che ha fatto una valanga di soldi negli affari (lasciamo stare come). Questo signore ha sempre pensato, e pensa tutt’ora, che la politica consista nell’applicare (a) ai parlamentari il metodo di gestione del personale che lui utilizza in azienda e, (b) agli elettori i metodi di marketing che, pure, lui utilizza in azienda. Fino ad ora gli è andata relativamente bene, almeno sul piano personale: è rimasto fuori di galera nonostante condanne plurime ed ancor più plurimi reati ed ha fatto il Presidente del Consiglio per cinque anni. Non altrettanto bene è andata al paese: mentre governava il signore in questione non ha fatto quasi nulla di quanto aveva promesso, ed al momento non sembra nemmeno in grado di promettere alcunchè.

(II) Il medesimo capo dell’opposizione sembra avere al momento un’unica linea politica: comprare (pardon, assumere) tre o quattro senatori della maggioranza in maniera tale da far cadere il governo al primo momento utile, forzando cosí le elezioni in cui lui verrà candidato (e presumibilmente rieletto) alla Presidenza del Consiglio. La dedizione a questo progetto ha palesi caratteristiche maniaco-ossessive che fanno seriamente dubitare della salute mentale del medesimo (non scherzo) il quale sembra, nella sua attività politica, motivato da un solo e semplice obiettivo: l’auto-esaltazione fine a se stessa. Cerca bagni di folla, ovazioni, abbracci di donne e donnine dogni razza, taglia e risma, platee osannanti e, ovviamente, il ritorno trionfale a Palazzo Chigi. A fare che cosa? Non è dato sapere, né sembra essere rilevante. A Palazzo Chigi deve andare, perchè è lui il migliore, il “parún”, quello che deve dare gli ordini al popolo bue che guarda, manso, le sue televisioni. E gli invidia le plurime, se non eleganti, donnine.

(III) I due soggetti politici che – nel caso in cui all’individuo in (I) e (II) venisse un amabile colpetto o una piccola sincope accompagnata da paralisi emifaciale o foss’anche solo un benevolo ictus come quello che permise al Senator Bossi di scoprire se stesso – dovrebbero contendersi la leadership dell’attuale opposizione, e futura maggioranza, sono il signor Casini ed il signor Fini, entrambi bolognesi. Cosa, oltre alla cittadinanza, li contraddistingue? Fatta eccezione per un comune cattivo gusto ed uno spiccato interesse per l’ ipocrisia in materie religiose e più generalmente morali, direi quasi nient’altro. O meglio, a me non è dato conoscere che cosa i Fini-Casini rappresentino ed intendano fare se madre natura dovesse regalar loro, per interposta disgrazia, la Presidenza del Consiglio. Se qualcuno di voi è al corrente delle loro proposte politiche concrete, per favore me le faccia sapere. Per mia parte, quaesivi, sed non inveni …

Se a voi questo non sembra un panorama tragico, non saprei che altro poter dire. A me sembra un panorama tragicissimo, anzi comico.

Da un lato abbiamo uno dei peggiori governi del dopoguerra, senza dubbio il peggiore della cosidetta “seconda repubblica” – che baggianata questa, inventata da giornalisti che vogliono fare i francesi: la repubblica italiana sempre la medesima è, mica s’è cambiata la costituzione! I disastri che questo governo ha compiuto e sta compiendo li abbiamo documentati a iosa, non mi sembra il caso d’insistere. Dopo l’artificiale eccitazione economica della seconda metà del 2006 e della prima parte di quest’anno, ora i nodi stanno arrivando al pettine e ne vedremo di ridicole. La Legge Finanziaria che stanno preparando è un orgia di spesa pubblica e di sprechi, così scandalosa che non merita neanche commentarla. Se ne son resi conto, obtorto collo, persino alla Voce … Ma non servirà a nient’altro che a fare un altro po’ di deficit e a giustificare un ulteriore aumento delle tasse nel 2008, dovesse questo indecente governuccolo di catto-comunisti durare. Che la finta crescita sia finita se n’è accorto, buon e non-sorprendentemente ultimo, persino TPS.

Ma a fronte di questo governuccolo di catto-comunisti cosa abbiamo? Tanta gente incazzata, certamente, nelle strade, case, scuole, uffici ed aziende d’Italia. Gente “incazzata e basta”, perchè la leadership politica che dovrebbe offrire alla gente un’alternativa di governo credibile e speranzosa è composta dall’improbabile terzetto d’omuncoli descritto poc’anzi. E basta. Niente linea politica, niente proposte concrete ad eccezione delle elezioni anticipate, niente ricambio di personale politico dopo la sconfitta, niente elaborazione di progetti nuovi, di riforme precise e fattibili, niente linee guida o anche solo progetti documentabili su come rimettere in sesto il paese. Ed in questo tragico vuoto della politica cresce ovunque la violenza quotidiana che si alimenta delle frustrazioni e del senso d’insicurezza della gente. Frustrazione ed insicurezza comprensibili, perchè prospettive non ve ne sembrano essere, sicurezze nemmeno e proposte credibili di riforma e cambiamento neanche sognarsele.

Orrenda questa casta, un vero tumore per il Bel Paese. Questo oggi mi sembra essere il problema politico per eccellenza: è possibile liberare l’Italia dalla casta? Come? Se qualcuno ha qualche idea la dica, perchè mi sembra che il paese abbia fretta. L’Argentina è vicina ed il Cavaliere Bianco non si vede.

Copyright © NoiseFromAmerika. Riproduzione vietata. All rights reserved

parla di questo articolo nel Forum di WSI

Hai dimenticato la password?