Savona: “Italia rischia recessione. Dobbiamo agire”

6 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

L’allarme per l’Italia non arriva questa volta da un organo europeo bensì da quel ministro che fu causa dell’impasse all’indomani delle elezioni politiche: Paolo Savona, titolare del dicastero degli Affari europei.

 L’Italia non può attendere la lenta transizione che nel 2019 porterà a un nuovo parlamento europeo, a una nuova Commissione e a un nuovo vertice della Bce perché deve fronteggiare i rischi di una recessione produttiva e quindi il nostro dovere è agire.

Così  il ministro intervenendo alla presentazione del libro di Roberto Sommella ‘Gli Arrabbiati’ in cui ha sottolineato comunque “indubbia capacità dell’organizzazione europea di creare stabilità finanziaria e monetaria ma non di creare sviluppo”.

Alle parole del ministro Savona hanno fatto eco quelle del deputato del Pd Francesco Boccia.

 “L’Europa è troppo grande per essere unita ma è grande anche per essere divisa. Nei secoli in cui è stata divisa ci sono stati danni inenarrabili che hanno scritto le pagine più tristi della storia. (…) Merkel, Juncker, Orban sono i rappresentanti di una politica lontana anni luce dall’idea di un’Europa sociale che abbiamo il dovere di costruire (…) Le intelligenti provocazioni e gli stimoli del prof. Savona devono essere strumenti straordinari per aprire una discussione franca sul futuro dell’Europa, sapendo che l’Italia, come diceva Longanesi, è stata il cuore dell’Europa; e il cuore non è né il braccio nè la testa e questa è la nostra grandezza e il nostro stesso limite. Il libro di Roberto Sommella stimola le forze politiche a indicare una strada per l’Europa che vogliamo e che sarà, inevitabilmente, il tema cruciale della prossima campagna elettorale per le europee”.

 

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