Saggi Germania: Bce metta fine a bazooka “il prima possibile”

20 marzo 2017, di Daniele Chicca

Nel rivedere al rialzo le stime sulla crescita della locomotiva economica europea, il consiglio dei cinque consulenti economici del governo tedesco ha lanciato un appello alla Bce perché metta un termine al piano monetario ultra accomodante “il prima possibile”.

Il Pil è stato ritoccato al rialzo al’1,4% dall’1,3% per il 2017 ed è stato confermato al +1,6% per l’anno successivo. L’inflazione, invece, si stima sia balzata al 2,2% nel 2016 contro la variazione positiva dello 0,5% vista in precedenza. Dai tempi della Repubblica di Weimar (tra il 1919 e il 1933), le autorità della Germania hanno la fobia dell’inflazione.

È da qui che nasce la richiesta rivolta a Mario Draghi di ridurre la mole del programma di acquisto di titoli di Stato e bond societari che va sotto il nome di Quantitative Easing. I saggi sono preoccupati inoltre per le mire protezioniste dell’amministrazione Trump, rese ancora più evidenti dall’ultimo meeting dei ministri delle Finanze del G20 in Germania, che pongono una minaccia al sistema di libero scambio internazionale e all’economia globale più in generale.

L’enorme surplus delle partite correnti non deve essere considero un segnale di squilibrio macroeconomico, secondo gli esperti. Il governo di Angela Merkel, se vuole ridurre l’avanzo commerciale, dovrebbe impegnarsi di più per rendere più attraente la Germania e attirare maggiori investimenti privati.

La crescita economica della Germania è favorita da un miglioramento del mercato del lavoro, dalle prospettive positive per l’economia mondiale e dalle spese statali più importanti, oltre che dal criticato bazooka della Bce, un programma di politica monetaria che è “ancora estremamente” espansivo.

I cinque saggi della Germania sono il presidente Christoph M. Schmidt (membro da marzo 2009), Peter Bofinger (marzo 2004), Lars Feld (marzo 2011), Isabel Schnabel (marzo 2014) e Volker Wieland (da marzo 2013).

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