Russia: Braccio di ferro Gazprom-Minsk

28 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gazprom non farà nessuna nuova concessione alla Bielorussia nei negoziati di definizione delle tariffe per le forniture di gas per il 2007. Lo annuncia, ieri, il portavoce di Gazprom, Sergei Kuprianov, parlando a radio Mayak. Mosca non puo fare nessun’altra concessione alla Bielorussia sulle tariffe. Kupriyanov poi, lancia un avvertimento: Misk ha intenzione di deviare le forniture di gas russo destinate all’Europa e rubarle. La dichiarazione arriva in risposta alle provocazioni lanciate ieri mattina dal viceprmier bielorusso Vladimir Semashko. “L’affermazione secondo cui la firma in sospeso del nuovo contratto per il prossimo anno significherà che il prezzo del gas rimarrà lo stesso del 2006, vale a dire 46,68 dollari per mille metri cubi di gas, vuol dire solamente che in assenza di un contratto la Bielorussia ha intenzione di dirottare illegalmente il gas destinato all’Europa. Le forniture del gas russo verso Misnk nel 2007 saranno possibili soltanto se il nuovo accordo sarà concluso”. Ieri mattina Semashko aveva lasciato intendere che l’Europa potrebbe essere nuovamente la vittima del braccio di ferro con Gazprom, come lo scorso anno con l’Ucraina. “La Bielorussia riceverà gas dal primo gennaio, perché siamo interdipendenti: noi non abbiamo un contratto per le forniture di metano, ma Gazprom non ha un contratto per il transito e questo riguarda il 22 per cento delle sue esportazioni”, aveva fatto notare Semashko. Considerato il pericolo, secondo Semashko i russi non agiranno fino a rinnovo del contratto. Nel frattempo, “riterremo che il prezzo sia “invariato rispetto al 2006, ovvero 46,68 dollari per mille metri cubi”, aveva dichiarato.
La minaccia è indiretta, e cauta, ma eloquente. Ovvero: se il colosso russo del gas concretizzasse dal primo gennaio la minaccia di gas destinato ai Paesi occidentali. Uno scenario simile a quello visto un anno fa durante la “guerra del gas” con Kiev, anche se il gas in arrivo via Bielorussia è molto meno rispetto a quello distribuito via Ucraina. “Non credo che Gazprom oserà tagliare il gas alla Bielorussia, non dovrebbe inciampare due volte sullo stesso rastrello”, dice il vicepremier, incaricato delle trattative con Mosca. Il riferimento è al blocco delle forniture alla Bielorussia messo in atto da Gazprom nel 2004, pur per un solo giorno. Ma non sfugge un’allusione alla crisi con l’Ucraina, diventata crisi del gas anche per molti Paesi europei. Considerato questo pericolo, secondo Semashko i russi non agiranno fino a rinnovo del contratto. Al momento Gazprom paga 0,75 dollari per ogni millemetri di cubi che transitano lungo le condutture della società statale Beltrangas, che il colosso russo vorrebbe acquisire al 50 per cento per “ammortizzare” i prezzi bassi concessi alla Bielorussia.

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