Russia: Boom di domanda per oggetti d’arte

12 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

E’ in atto un vero e proprio boom della domanda per oggetti d’arte russi. Ad attirare i collezionisti non sono più solo le classiche icone, le uova pasquali e i gioielli Fabergé, ma anche argenti, ceramiche imperiali e quadri dell’Ottocento e Novecento. Quattro case d’asta londinesi, tra cui Christie’s e Sotheby’s, presenteranno a breve oggetti e quadri russi per i quali prevedono di ricavare tra i 90 e i 120 milioni di euro.
Tra le opere messe all’asta, oltre ai famosi Fabergé, ceramiche delle manifatture imperiali valutate intorno ai 40 milioni di euro e quadri di grandi paesaggisti ottocenteschi, più o meno sconosciuti fino a pochi anni fa, quali Ivan Shishkin e Chaim Soutine, che potrebbero essere venduti per 500mila-600mila euro. Oltre il 70 per cento degli acquisti viene effettuato da russi che stanno ricreando grandi collezioni, un po’ sulla falsariga di quanto già fatto dai cinesi che da anni stanno riportando nel loro Paese opere d’arte.
Le quotazioni delle opere d’arte russe stanno salendo a ritmi vertiginosi: circa il 60 per cento nel 2005 e 70 previsto quest’anno da Christie’s. Tra il 1991 e il 2006 il valore delle vendite di opere d’arte russe aumenta di circa il 350 per cento e appare destinato a salire ancora. Un quadro di Shishkin vale circa 10mila dollari quindici anni fa, ma potrebbe raggiungere e forse superare i 2 milioni entro i prossimi due anni.
Sono poche decine i partecipanti alle aste di opere russe nel 2000, ma oltre 1.500 persone potrebbero presentare offerte alle quattro aste londinesi. Siamo ancora lontani dai prezzi raggiunti in questi mesi nelle aste americane e londinesi per opere di Jackson Pollock (114 milioni di dollari) e di Paul Cezanne (147 milioni), ma l’acquisto di opere russe, incluse quelle del periodo stalinista, rappresenta una quasi certa fonte di profitto per gli acquirenti se si tiene presente che la domanda è inevitabilmente destinata a crescere e che l’offerta, proveniente soprattutto da proprietari occidentali che acquistano a poco prezzo, spesso senza essere consapevoli della qualità e del valore delle opere comprate da piccoli antiquari, rigattieri ed esuli russi, appare abbondante e di gran qualità.

d. r.

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