Rosatellum bis: cosa prevede la nuova legge elettorale

9 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

Arrivato il primo via libera al Rosatellum bis, la nuova legge elettorale che ha ricevuto l’ok della Commissione Affari costituzionale della Camera e presto approderà in Aula. Hanno votato a favore in Commissione, oltre al Pd, anche Forza Italia, Lega Nord, Ala, Direzione Italia, Scelta Civica. Contrari M5S, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana, Mdp e Alternativa libera.

Dopo il passaggio in Commissione, il nuovo testo della legge elettorale prevede alcune modifiche rispetto a quello originale. In primo luogo salgono da 102 a 109 i collegi uninominali previsti al Senato e aumentano le pluricandidature che passano da 3 a 5.

A differenza del Mattarellum, in cui c’erano due schede, nel Rosatellum bis è prevista una scheda unica nella quale il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Non è consentito il voto disgiunto.

Per quanto riguarda i seggi, il 36% viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, il 64% viene assegnato con criteri proporzionali. La soglia di sbarramento è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato. Nella nuova legge elettorale inoltre i voti dei partiti che superano l’1% ma non lo sbarramento del 3% vengono assegnati alla coalizione collegata.

Si tratta in quest’ultimo caso del ritorno delle cosiddette liste civetta, inventate da Mussolini nel 1924 sotto il nome di liste di disturbo che avevano come finalità quella di sottrarre voti alle forze di opposizione. Le civette sono liste elettorali non etichettabili con simboli o colori di partito che vengono concepite essenzialmente non per vincere la competizione ma per distrarre voti. Si tratta in pratica di un sistema che permette di collegare nei collegi uninominali dove c’è un candidato vincente lo stesso candidato, non alla lista della coalizione, che lo sostiene, ma a un’altra lista creata per l’occasione. Un caso su tutti nel 1996 quando Rifondazione comunista accusò i Comunisti italiani (non in grado di superare lo sbarramento) di essere utilizzati come liste civetta dall’Ulivo.

Tra le altre novità previste dal Rosatellum bis in tema di firme aumenta le categorie dei certificatori/autenticatori includendo gli avvocati abilitati in Cassazione. Inoltre il numero delle firme richieste alla Camera è dimezzato mentre al Senato solo per chi si candida in tutte le regioni. Cosa significa? A conti fatti che per candidarsi serviranno almeno 750 firme per collegio plurinominale alla Camera a 750 per chi si presenta il tutte le regioni al Senato.

Non è passata invece la norma ribattezzata anti-Berlusconi, presentata dal M5S, che impedisce la presentazione di una lista elettorale guidata da un capo incandidabile – un capo della forza politica che in base alle leggi vigenti non possa essere candidato e  non possa comunque ricoprire la carica di deputato –  in base all’applicazione delle norme della legge Severino.

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