Roma (e M5S) a pezzi: regalo-polizza da 30.000 euro da Romeo a Raggi

3 febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Inizia a presentare le caratteristiche del paradosso e della tragicommedia quanto sta avvenendo ormai da mesi nella capitale dell’Italia: Roma, una città ferita dallo scandalo di Mafia Capitale, nell’occhio del ciclone durante l’amministrazione dell’ex sindaco PD Ignazio Marino, poi commissariata e, finalmente, attraverso libere elezioni, tornata “in regola” con un nuovo primo cittadino (in realtà a fine dicembre è stato prorogato il commissariamento del X municipio, ovvero di Ostia). Nuovo primo cittadino considerato anche ‘promettente’ secondo molti romani, esasperati dai disservizi che prostrano ogni giorno la città (nella gestione dei rifiuti, nei trasporti, nel traffico). La salita di Virginia Raggi al Campidoglio è stata accolta da molti come la speranza di una nuova era.

Ma non è certo una nuova era quella che Roma sta vivendo: piuttosto, sembra che ogni giorno spunti qualche dettaglio scottante sulla sindaca, diventata in poco tempo pomo della discordia tra i membri del M5S di Beppe Grillo.

L’ultima bufera è quella delle ultime ore. Nel giorno in cui Raggi viene interrogata per ben 8 ore dai Pm nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio – le accuse sono abuso d’ufficio e falso – si apprende dell’esistenza di una polizza vita da 30mila euro intestatale da Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica di Virginia Raggi. L’intestazione risalirebbe al gennaio del 2016, quando Raggi era tra i candidati M5S.

La nuova bomba mediatica viene lanciata dalle inchieste di L’Espresso e de Il Fatto Quotidiano online. Così L’Espresso:

“Salvatore Romeo, il fedelissimo di Virginia Raggi diventato capo della segreteria della sindaca lo scorso agosto, nel gennaio del 2016 è andato dal suo promotore finanziario e gli ha indicato un nuovo beneficiario per alcune polizze vita da lui sottoscritte qualche tempo prima, con un investimento di 30 mila euro. Nome e cognome del fortunato: “Virginia Raggi”. Qualche mese dopo la strana operazione finanziaria (le polizze vita in genere vengono fatte a favore di parenti, mogli e figli) è proprio la Raggi, diventata da poco sindaca di Roma, a promuovere Romeo triplicandogli lo stipendio. La connection della polizza da 30 mila euro, scoperta dagli inquirenti che stanno indagando sulle nomine della sindaca grillina e che L’Espresso è in grado di rivelare, rischia ora di precipitare la Raggi e il suo pupillo in un nuovo, e più profondo, abisso (…) Come mai Romeo, dimessosi dopo gli arresti di Marra a metà dicembre, ha immobilizzato 30 mila euro in una polizza vita, la cui beneficiaria è Virginia Raggi?», si chiedono da qualche giorno gli inquirenti dopo aver avuto accesso ai documenti bancari del funzionario grillino”.

Virginia Raggi, di nuovo, cade dalle nuvole.

“Non ne sapevo nulla, sono sconvolta”, afferma dopo otto ore di interrogatorio. E ancora: “Ho chiarito, ho risposto a tutte le domande” e comunque “qui a Roma c’è molto lavoro da fare”. E poi oggi, arrivando in Campidoglio, alla domanda se abbia sentito Grillo: “Si. Mi ha detto che farà polizze per tutti”. Di dimettersi, la sindaca non ci pensa proprio.

“Ho il sostegno del movimento Cinque Stelle e non penso alle dimissioni”. Mentre su Twitter, il popolo italiano si divide. Chi continua a vedere Raggi come una sorta di agnello sacrificale, vittima di linciaggi mediatici che si ripropongono ogni giorno; e chi manifesta a pieno la delusione per lei e tutto il M5S, che mai come ora, più che nuovo, sembra rappresentare il vecchio.

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