Risparmio gestito: gestioni attive sistematiche sempre più vincenti

12 giugno 2018, di Alessandro Piu

In occasione dei 35 anni di esperienza nella gestione di strategie di investimento attive Gam ha presentato una ricerca sul sentiment degli investitori professionali italiani nei confronti della gestione attiva rispetto a quella passiva

Dopo molti anni di costante crescita dei mercati, la volatilità è tornata, creando le migliori condizioni per la sovraperformance dei gestori attivi”.

Lo ha sottolineato Alex Friedman, amministratore delegato di Gam, nel corso della presentazione dei risultati di un sondaggio sul sentiment degli investitori professionali rispetto alla gestione attiva.

E in effetti il sondaggio, condotto da Finer per conto di Gam Investments, conferma lo spostamento delle preferenze dei fund buyers italiani a favore delle soluzioni di investimento attive.

L’83% degli investitori professionali italiani intervistati – spiega la ricerca – mostra una netta preferenza per le strategie attive pure o a predominanza attiva. In particolare la capacità di gestione del rischio e di protezione del portafoglio sono considerate tra gli elementi di maggior valore per il 59% degli intervistati. Con questi presupposti, la maggioranza vuole continuare a investire su prodotti attivi per la propria asset allocation (55%), mentre il 18% degli intervistati dichiara di essere intenzionata a investire di più in prodotti attivi negli anni a venire.

Una scelta dettata anche dall’attesa di una maggiore volatilità dei mercati. Il 57% dei partecipanti al sondaggio indicano infatti le strategie attive come la scelta giusta di investimento particolarmente durante i periodi di volatilità del mercato mentre il 29% afferma di preferire le strategie attive non direzionali indipendentemente dal contesto di mercato. Al verificarsi poi di uno scenario di crisi il 69% investirebbe esclusivamente in strategie attiva o a predominanza attiva.

“Solo l’investimento attivo – ha commentato Friedman – permette una decorrelazione dai trend del mercato e una gestione del rischio efficaci. Stiamo riscontrando un grande interesse da parte degli investitori per soluzioni in grado di offrire nuove fonti di rendimento, decorrelate dai mercati tradizionali. Definiamo questo prodotti come i New Actives”.

Ne fanno parte strategie che offrono canali alternativi di rendimento, come ad esempio i titoli insurance linked o gli Mbs (Mortgage backed securities) di strategie azionarie attive che battono frequentemente i benchmark e di strategie quantitative sofisticate e diversificate.

La ricerca di rendimento, peraltro, si farà ancora più spasmodica e difficile. Secondo Friedman

“sarà difficile ottenere rendimenti annui del 7-8% come si aspettano ad esempio i fondi pensione. La fase eccezionale di rendimenti all’8% sull’azionario e del 5% in media sull’obbligazionario, iniziata negli anni ’80, è finita nel 2008 con la politica dei tassi a zero seguita alla grande crisi”.

“I tempi stanno cambiando – ha confermato Riccardo Cervellin, country head per l’Italia di Gam – e i mercati sono ora significativamente più volatili. Gli esperti di Gam vedono un potenziale ridotto per i tradizionali portafogli azionari e obbligazionari. È quindi un segnale molto incoraggiante che gli investitori italiani mostrino una chiara preferenza per le strategie attive”.

“Tra queste, in particolare, le strategie sistematiche offrono eccellenti opportunità per gli investitori attivi in quanto le decisioni di investimento vengono prese sistematicamente sulla base di un complesso di regole o algoritmi che vengono programmati dai nostri scienziati” ha concluso Friedman.

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