Risparmiatori truffati, nasce Fondo per i ristori: come funziona

9 gennaio 2019, di Alessandra Caparello

I risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni subordinate o azioni delle banche finite in default possono accedere al Fondo di ristoro che il governo ha istituito con la legge di bilancio. Da Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, fino a Bcc Crediveneto e Bcc Padovana, i risparmiatori di banche fallite saranno risarciti metre rimangono a bocca asciutta i piccoli risparmiatori che avevano in portafoglio obbligazioni subordinate estere da collocarsi presso Investitori istituzionali e che sono “finite” nelle loro tasche.

Il fondo che gestirà i ristori si chiama Fir e ha in pancia 525 milioni di euro per gli anni 2019, 2020 e 2021. Potranno accedere ai risarcimenti risparmiatori in qualità di:

  • persone fisiche,
  • imprenditori individuali,
  • imprenditori agricoli,
  • associazioni,
  • microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.

Tutti devono essere in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione (2015 per le quattro banche Etruria, Marche, Carife e Carichieti, 2016 per le due Venete). Ad accedervi anche gli eredi e gli acquirenti i seguito di tali titoli. Per gli azionisti l’entità dell’indennizzo è stabilita al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, fino al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro invece il ristoro per gli obbligazionisti subordinati.

Ancora non si conoscono le modalità di accesso al ristoro ma si sa che i primi a riceverlo saranno coloro che nell’anno 2018 hanno un Isee inferiore ai 35 mila euro. Si attende un decreto del ministro dell’Economia che dovrà essere emanato entro il 30 gennaio. La domanda di indennizzo, insieme all’idonea documentazione dovrà poi essere inviata al ministero dell’Economia anche a mezzo PEC, entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del decreto.

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