Rischio Spread, cosa includere in un portafoglio difensivo

9 ottobre 2018, di Alberto Battaglia

Avendo di fronte le incertezze del futuro andamento dello spread e il possibile rallentamento della crescita globale non pochi risparmiatori si chiedono a quali porti sicuri rivolgersi.
Come anticipato nelle scorse settimane, i futuri Conti individuali di risparmio, a patto di non avere la pretesa di parcheggiare grosse cifre, sarebbero un’opportunità da considerare. Il tetto massimo è di 3mila euro per persona, secondo quanto anticipato dal leghista Armando Siri, e l’intero investimento sarebbe deducibile dal reddito imponibile. Si tratterà, in breve, di un modo  che si preannuncia conveniente per fare propria una fetta dei titoli di stato italiani.
Sul fronte dei titoli di stato esteri la sicurezza è tradizionalmente ricercata nei titoli emessi dai Paesi del Nord Europa, benché al momento il loro rendimento reale risulti negativo. Più redditizi i Treasuries americani, che stanno incorporando gli effetti della stretta monetaria della Federal Reserve.
Se si intende acquistare titoli in valuta estera è meglio puntare sulle monete per le quali si prevede con maggiore probabilità una rivalutazione sull’euro: in primis lo yen, ma anche il dollaro. Per il momento, invece, appare più rischiosa l’esposizione alla sterlina, su cui gravano le incertezze sull’esito della Brexit.
Un’esposizione azionaria, da affiancare magari a una componente meno volatile, potrebbe guardare agli Stati Uniti, ha affermato al Messaggero Matteo Germano, Head of Multi-Asset di Amundi: “In termini di attivi rischiosi manteniamo un atteggiamento positivo sul mercato azionario Usa, sostenuto da una dinamica positiva della crescita e dai trend favorevoli della crescita degli utili”.

 

Fonte: Il Messaggero

Hai dimenticato la password?