Riforma pensioni, quota 100 solo per tre anni. Cisl: “Assegno basso”

30 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Chi nel 2019 deciderà di ritirarsi dal lavoro e andare in pensione anticipata fruendo di quota 100 riceverà un assegno più basso rispetto a chi sceglie di ritirarsi seguendo le attuali regole. L’allarme arriva da uno studio della Cisl, “Il barometro Cisl” e riportato oggi dal Corriere della Sera.

Chi sceglie quota 100 percepirà una pensione inferiore rispetto a quella che avrebbe preso lasciando il lavoro a 67 anni, con una perdita netta che va dal 16% a un massimo del 22,3%. Al contrario però, dice il sindacato guidato da Annamaria Furlan, quota 100 premia particolarmente i lavoratori “forti”, cioè coloro che avendo 62 anni d’età hanno già versato tra i 38 e i 42 anni di contributi.

Intanto il pacchetto pensioni sembra essere definitivamente pronto e sarà presentato sotto forma di emendamento alla manovra 2019. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 ore, quota 100 in particolare sarà in versione ponte per i prossimi tre anni in vista dell’introduzione, dal 2022-23, di quota 41 per tutti. La possibilità di andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di anzianità contributiva nei piani del governo, avrà una durata di tre anni per cedere il passo del 2022 a quota 41. Inoltre si prevedono le finestre m di 3 mesi nel settore privato e 3+3 in quello pubblico. Infine sarà introdotto il divieto di cumulo con redditi da lavoro per 5 anni.

Quando partirà quota 100? Il via sembra confermato verso aprile, come ha ribadito il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

«Chi avrà i requisiti per andare in pensione, con almeno 62 anni di età e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2018, potrà uscire dal lavoro ad aprile del 2019 con la prima finestra utile».

Il testo approderà in Aula tra lunedì e martedì con un ricorso alla fiducia quasi certo.

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