Riforma degli statali: com’è disciplinato il licenziamento

19 maggio 2017, di Mariangela Tessa

In dirittura d’arrivo la riforma degli statali. E’ atteso per oggi il via libera finale dal Consiglio dei ministri su uno dei capitoli più pesanti dell’intera riforma della P.A e uno dei più attesi, visto che senza le nuove regole non si riuscirebbe a sbloccare i contratti, fermi da otto anni.

Nel dettaglio, i decreti Madia intervengono su licenziamenti, assunzioni, premi: una sorta di nuovo Statuto del pubblico impiego. E non mancano ritocchi dell’ultima ora. Si ampliano le chances d’ingresso per i precari e si chiariscono le conseguenze di una ‘pagella negativa’, che puo’ portare fino al licenziamento.

Come riferisce il Sole 24 Ore:

“Accanto alle classiche false timbrature, assenze ingiustificate, false dichiarazioni per ottenere posti o promozioni e così via, le nuove regole impongono l’addio a chi viola in modo «grave e reiterato» i codici di comportamento, mostra uno «scarso rendimento» a causa di reiterate violazioni degli obblighi per le quali è già stato sanzionato, oppure va incontro a «costanti valutazioni negative”.

Tra le altre novità previste dalla riforma riguardanti i concorsi, riferisce il Sole 24 Ore,

“ l’obbligo di prevedere la conoscenza dell’inglese (e di eventuali lingue aggiuntive), la valutazione del titolo di dottore di ricerca (che può diventare obbligatorio per profili specifici) e il tetto, al 20% dei posti messi a bando, per la possibilità di indicare “idonei” da chiamare quando il vincitore rinuncia.

L’ultima versione dei testi riserva inoltre qualche sorpresa, come l’inclusione nel piano straordinario di assunzione dei lavoratori che rischiavano di essere fuori per essere diventati ‘ex’, a causa della cessazione del contratto, prima dell’entrata in vigore del decreto. Saranno, infatti, ammessi al piano tutti coloro che risultano titolari di un rapporto di lavoro dal momento in cui e’ scattata la riforma ‘madre’, da cui i provvedimenti in questione discendono (28 agosto 2015).

Vengono superati alcuni ostacoli nella ricostruzione dell’anzianita’ necessaria, tre anni, per cui si dovrebbero poter sommare i periodi di servizio maturati in diverse
amministrazioni. Inoltre si può essere anche chiamati da un ufficio diverso da quello in cui si lavora, ampliando così le chances.

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