Ricetta Ocse per l’Italia: patrimoniale sulla ricchezza

12 aprile 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Destinata a far discutere la ricetta che l’Ocse ha lanciato per abbattere le disuguaglianze nel nostro paese, ossia una tassa patrimoniale sulla ricchezza.

Nel rapporto intitolato “The Role and Design of net wealth taxes”, l’istituto parigino ha indicato l’Italia insieme ai Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito, come i paesi in cui la disuguaglianza sociale è aumentata di più e dove la concentrazione di ricchezza verso l’alto è diventata più evidente negli ultimi dieci anni di crisi, una crisi quasi ininterrotta. Da qui la soluzione.

“Uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l’imposizione della tassa patrimoniale”.

Secondo l’Ocse la necessità di adottare “una tassa sulla ricchezza netta” è minima nei Paesi dove sono applicate su larga scala le tasse sui redditi e sui capitali personali, comprese le imposte sulle plusvalenze, e dove le tasse di successione sono ben disegnate. In questi casi la patrimoniale potrebbe avere effetti addirittura “distorsivi”. Invece la patrimoniale potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse.

“Per esempio una tassa sulla ricchezza netta potrebbe avere effetti distorsivi più limitati ed essere più giustificata se utilizzata per favorire la progressività nei Paesi dove l’imposta sui redditi personali è relativamente bassa. In pratica, ciò implica che nei Paesi con sistemi di imposizione duale che tassano i redditi da capitale a tassi piatti (e spesso bassi) o in Paesi in cui i guadagni in conto capitale non sono tassati, ci può essere una giustificazione più forte a riscuotere un’imposta patrimoniale. Un’argomentazione simile può vale anche per i paesi che non impongono tasse di successione sulle eredità”.

Nel suo rapporto infine l’istituto parigino sottolinea che in Italia vige una delle tassazioni più favorevoli per la casa, ma solo se è abitata dai proprietari, mentre il fisco diventa tra i più onerosi se l’alloggio è stato acquistato con un mutuo e dato in affitto. Il nostro paese inoltre è tra i pochi Paesi industrializzati che offre una tassazione più favorevole per gli investimenti in titoli di Stato, mentre il fisco si fa piuttosto pesante sugli investimenti azionari.

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