Borsa, Soros raddoppia puntata ribassista

19 maggio 2017, di Daniele Chicca

Chi crede che – a meno di sviluppi sconvolgenti dal fronte politico Usa – la Borsa tornerà a salire, come BlackRock, dovrà vedersela con George Soros. Lo speculatore miliardario ha infatti rilanciato sui cali di Borsa e al momento dello ‘showdown’ della partita di poker è convinto che resterà con le carte vincenti in mano.

Il guru dei mercati finanziari, che nel 1992 con le sue attività di trading ha provocato una svalutazione massiccia della sterlina mettendo in ginocchio la Banca d’Inghilterra, ha pressoché raddoppiato la sua puntata ribassista sui mercati azionari americani. Il gestore di fondi hedge e attivista filantropo ha infatti aggiunto delle ‘giocate’ ribassiste al suo portafoglio aumentato la mole di opzioni put.

Le sue due scommesse principali sono infatti contro i titoli a grande capitalizzazione dell’S&P 500 e contro l’indice delle small-cap Russel 2000 e hanno un valore potenziale di 764,3 miliardi di dollari secondo i calcoli di S&P Global Market Intelligence. Le puntate sono state effettuate tramite il Soros Fund Management.

A dire il vero è dal 2016 che Soros continua a scommettere contro il mercato azionario e per ora le puntate non hanno funzionato dal momento che l’indice S&P 500 e gli altri indici della Borsa americana attraversano una fase rialzista record. Da inizio anno per esempio l’indice allargato ha accumulato guadagni pari al +5,7% mentre il paniere Russell 2000, pur andando decisamente peggio, è riuscito comunque a registrare un computo positivo (+0,3%).

Alla fine del trimestre, Soros deteneva 3,3 milioni di opzioni put sul fondo comune indicizzato all’iShares Russell 2000, una cifra del 36% superiore rispetto ai tre mesi precedenti, per un valore nominale di 459,6 milioni di dollari. Sull’ETF SPDR S&P 500 le put sono aumentate del 162% in confronto al quarto trimestre a 1,3 milioni di opzioni, per un valore di facciata di $304,7 milioni.

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