Renzi non rinuncia all’idea dell’election day a giugno

10 febbraio 2017, di Mariangela Tessa

Matteo Renzi non rinuncia all’idea di un election day a giugno. Secondo quanto riporta il Messaggero, l’ex premier, commentando con i suoi le argomentazioni della Corte costituzionale sulla legge elettorale avrebbe detto che “le motivazioni della Consulta spostano poco o nulla…Ormai la partita è tutta e solo politica”. E avrebbe poi aggiunto che “Se non si riesce a votare a giungo, non ci sto a restare fermo a farmi cucinare, a quel punto faccio il congresso”

Secondo quanto riporta la Stampa, Renzi terrebbe aperto il doppio binario:

Ora che il partito del voto nel 2018 si farà forte delle motivazioni della Consulta, Matteo Renzi si prepara a bruciare i tempi e a convocare un congresso anticipato da celebrare a breve. Il leader Pd vuole uscire dall’angolo se – come sembra – non riuscirà a strappare il voto a giugno: fare una legge che dia maggioranze omogenee nelle due Camere richiederà tempo. E dunque spunta una data, il 30 aprile, per la convocazione dei gazebo. Dopo un percorso che verrebbe avviato ai primi di marzo con un’assemblea nazionale: dove il leader si dimetterebbe da segretario per far partire l’iter delle assise straordinarie”.

Sul piede di guerra Forza Italia che tramite il suo capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, in un’intervista a TgCom24 ha fatto sapere:

“Renzi nei suoi mille giorni di governo aveva sempre detto: ‘si voterà nel 2018, perché nel febbraio dell’anno prossimo scade la legislatura’. Non vedo cosa sia cambiato nel frattempo. Certo, Renzi ha perso malamente il referendum, se ne è andato – pace all’anima sua -, il Paese continua ad avere bisogno di un governo, un governo c’è, quello Gentiloni, che poteva essere costruito meglio, però prendiamone atto, non vedo perché ci sia questa fregola di andare alle elezioni anticipate”.

 

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