Referendum, Ue: manovra a rischio anche se vince Sì

30 novembre 2016, di Daniele Chicca

Comunque vada l’esito del voto di domenica sulle riforme costituzionali volute dal governo, per il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il 5 dicembre rischia di essere un giornata infelice. Quel giorno il capo del Tesoro è atteso infatti a Bruxelles dove si riunirà l’Eurogruppo. I ministri delle Finanze dell’area euro incominceranno a essere dibattute le leggi di bilancio.

La Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Ue, ha già espresso i suoi giudizi il 16 novembre scorso, concedendo all’Italia una proroga nonostante la violazione della soglia del deficit fissata dai patti. Valdis Dombrovskis, il vice-presidente della Commissione con delega all’Euro e ai servizi finanziari, fa sapere che “indipendentemente dall’esito del referendum” Roma ha ancora un conto aperto con l’Ue.

Parlando in un’intervista concessa a La Stampa e ad altri quattro grandi quotidiani europei Dombrovskis dice che “la manovra è a rischio di non conformità con il Patto di Stabilità, con uno “sforamento” intorno ai 5 miliardi di euro. Il pericolo di una procedura per il debito eccessivo – anche prima dell’anno prossimo – è reale A questa situazione finanziaria incerta si aggiunge la crisi delle banche.

In caso di vittoria dei Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, Renzi ha già fatto sapere che chiederà al Parlamento Ue la possibilità di porre un veto sul bilancio. Parlando al Tg2 nell’ambito della campagna del leader del PD per promuovere la riforma del Senato e l’abolizione delle province, il premier ha detto che “se l’Europa vuole i soldi italiani devono iniziare a rispettare gli impegni sull’immigrazione”.

Se l’Europa “non inizia a occuparsi seriamente dei migranti” Renzi – che si gioca la sua leadership del paese nel voto di domenica – ha promesso che “il giorno dopo il referendum chiederò al Parlamento di essere autorizzato a mettere il veto sul bilancio europeo”.

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