Referendum, Di Maio ai media russi: se vincono i No subito al voto

30 novembre 2016, di Daniele Chicca

Il vice presidente della Camera Luigi Di Maio ha fatto sapere che se nel referendum costituzionale di domenica il governo dovesse uscire sconfitto, il suo partito, il M5S, seconda forza politica parlamentare e anche stando ai sondaggi, chiederebbe che si vada immediatamente al voto. Il M5S ha interesse che si vada alle elezioni anticipate il prima possibile, senza modificare l’attuale legge elettorale.

Secondo i sondaggisti, il sistema del doppio turno e dell’ampio premio di maggioranza alla Camera favorisce il movimento confondato da Beppe Grillo in quanto in un eventuale sfida a due con il PD o con una coalizione di centro destra riuscirebbe ad attirare i voti degli indecisi o comunque di chi non vuole vedere governare quello o quell’altro partito schierato.

Secondo quanto dichiarato alla testata russa Ria Novosti dalla seconda carica della Camera dei Deputati il prossimo anno l’Europa si gioca il suo futuro. Cosa succederà a quello che chiama il “direttorio europeo” (Francia, Germania e Italia, le prime tre forze economiche dell’Eurozona) dipenderà infatti dal risultato delle varie elezioni nazionali, che “sono probabilmente le più importanti nella storia del vecchio continente”. In Francia rischia di vincere il Front National di Marine Le Pen, mentre in Germania Angela Merkel, alla caccia di un quarto mandato di fila, è in crisi di popolarità in tutti gli indici di gradimento.

Dopo le elezioni in Austria del 4 dicembre, in aprile 2017 si svolgeranno le elezioni francesi, in autunno si terranno quelle tedesche e l’anno prossimo ci saranno anche le elezioni in Olanda. All’appello manca l’Italia, la cui legislatura termina nel 2018, ma Di Maio si augura che il popolo italiano possa andare a votare già l’anno prossimo.

Questi appuntamenti politici cruciali, dice Di Maio, “plasmeranno il futuro dell’Unione Europea dopo la Brexit”. L’esponente del Movimento 5 Stelle, ha aggiunto: “Si va a votare in Francia, si va a votare in Germania e spero che si vada anche a votare in Italia: se vince il No al referendum, noi chiederemo nuove elezioni nel 2017 e speriamo di ottenerle dal Presidente della Repubblica” Sergio Mattarella.

Di Maio ha citato l’esempio della Brexit come punto di svolta in Europa. Il referendum del 23 giugno nel Regno Unito, secondo lui, ha dimostrato che i due principali partiti politici, che hanno sostenuto l’adesione all’Ue, hanno perso il sostegno del proprio elettorato.

Il fatto che uno dei politici di punta del secondo partito italiano abbia parlato a un’agenzia di stampa russa in vista di un voto che potrebbe decidere le sorti dell’Italia, allontanandola dall’Europa e, perché no, avvicinandola alla sfera russa, non deve sorprendere. Dopo un periodo di posizione molto critica nei confronti del Cremlino, il M5S da un paio d’anni ha preso le difese della Russia in alcuni frangenti, per esempio schierandosi contro la propaganda occidentale anti russa e contro le sanzioni economiche occidentali imposte per il ruolo giocato dai russi nella guerra civile nell’area orientale dell’Ucraina, contesa tra governo filo europeo e ribelli pro russi.

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