Reddito minimo: endorsement di Facebook a proposta M5S

6 luglio 2018, di Alessandra Caparello

Assist di Facebook alla crociata del Movimento Cinque Stelle per il reddito di cittadinanza. Nessuna dichiarazione in tal senso ma i più hanno visto nelle parole del co-fondatore del social network più famoso al mondo una sorta di endorsment alla proposta dei pentastellati che ne hanno fatto un cavallo di battaglia durante l’ultima campagna elettorale.

La proposta nello specifico è quella lanciata da Chris Hughes, 34 anni, uno dei co-fondatori di Facebook, insieme a Mark Zuckerberg e a tre dei loro compagni di classe di Harvard, nel 2004, portavoce di Facebook per i primi tre anni dell’azienda, prima di partire per terminare la laurea ad Harvard e poi per lavorare alla campagna presidenziale 2008 di Barack Obama come media strategist.

Hughes  ritiene che il governo dovrebbe distribuire denaro alle persone con i redditi più bassi, al fine di combattere le disuguaglianze e tal denaro deve arrivare da una tassazione più alta sulle persone facoltose e persino sulle grandi aziende tecnologiche, come Facebook.

“Ho guadagnato mezzo miliardo di dollari per tre anni di lavoro (…) indice di una fondamentale ingiustizia nella nostra economia. La disuguaglianza di reddito nel nostro paese non è stata così grave dopo la Grande Depressione. E anche se leggiamo titoli sulla disoccupazione l 3,9 per cento e il mercato azionario ai massimi storici, quello che sta accadendo è che i redditi mediani nel nostro paese non sono stati iscritti in bilancio in quasi 40 anni. Allo stesso tempo, storie come la mia creano un’illusione di opportunità economiche”.

Così Hughes parlando a Techcrunch del suo libro “Fair Shot: Ripensare la disuguaglianza e come guadagniamo“. Il co fondatore di Facebook non è proprio un seguace dell’idea di reddito di base universale – come sostenuto dall’imprenditore Andrew Yang e da miliardari come Richard Branson e lo stesso  Zuckerberg – che prevede un reddito standard distribuito a tutti i cittadini, indipendente dal loro status di occupazione.

“Il reddito di base universale è impossibile oggi in America perché effettuare pagamenti a tutti negli Stati Uniti è una proposta insostenibile”.

Tuttavia, Hughes crede che una riforma fiscale che trasferisca denaro da persone ricche come lui a coloro che ne hanno bisogno, dai disoccupati ai lavoratori americani che lottano per sbarcare il lunario si può fare.

 “La cosa più urgente che possiamo fare è ridurre le modifiche della riforma fiscale che ha abbassato le aliquote sulle società e dare invece un credito d’imposta mensile di $ 500 dollari per ogni americano che lavorare  che attualmente guadagna meno di $ 50.000 all’anno”.

 

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