Rating peggiore da Grande Recessione per questo settore

28 febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Il settore retail americano ha triplicato, dai tempi della crisi del 2008, il numero delle società il cui rating ha raggiunto i livelli più bassi: lo ha comunicato una nota di Moody’s segnalando che il 14% del settore è a un livello junk Caa/Ca. Nei prossimi cinque anni le votazioni minime per le società attive nelle vendite al dettaglio potrebbero raggiungere i massimi storici, ha aggiunto l’agenzia di rating.

 

Nel periodo compreso fra il 2008 e il 2009, al centro della Grande Recessione, la percentuale delle compagnie retail valutate nella scala più bassa di Moody’s erano il 16%.
La lista di 19 società monitorate da Moody’s ha 3,7 miliardi di dollari di debito in scadenza nei prossimi cinque anni, il 30% del quale entro la fine del 2018. Mentre Moody’s non fornisce una previsione specifica sui tassi di default attesi per il comparto, Fitch ha calcolato che esso dovrebbe raggiungere il 9% entro il 2017, dall’attuale 1%.

 

 

Fra gli scettici del settore c’è anche il grosso nome di Warren Buffett. In un’intervista a Cnbc di lunedì l’oracolo di Omaha ha parlato di una “forte, forte, forte pressione competitiva da parte di Amazon”. Non è un segreto che, più in generale, l’e-commerce abbia eroso i margini degli attori tradizionali dello shopping. In particolare Buffett ha parlato di Walmart, “che sta essa stessa spingendo verso l’online”, dicendo che pur avendo “ogni genere di forza” non è un titolo su cui scommetterà su: “ho appena deciso di guardare a un gioco un po’ più facile”, ha affermato.

 

I titoli coinvolti nel listino americano sono, ad esempio: Sears, Costco, Bon-Ton Stores, 99 Cents Only Stores, Nine West Holding, oltre al già citato Walmart.

Hai dimenticato la password?