Rallentamento globale è qui e potrebbe travolgere anche gli Usa

15 novembre 2018, di Mariangela Tessa

Il rallentamento economico globale, che ha già mostrato i primi segni, potrebbe accelerare al ribasso nel prossimo anno, trascinando nel vortice, a dispetto dell’ottimismo della Fed, anche gli Stati Uniti.

“Riteniamo che il peggio debba ancora arrivare, con una crescita che rallenterà più velocemente nella primavera del 2019″, ha scritto Ting Lu, capo economista cinese presso la banca d’investimento Nomura, in una nota di ricerca.

L’alert già arrivato dall‘Fmi, che ha messo in conto un rallentamento della crescita globale al 2,5% nel 2019 dal 2,9% di quest’anno, ha trovato conferma nell’andamento negativo del Pil del terzo trimestre sia in Giappone che in Germania (le due economie hanno visto un declino trimestrale rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2%). E nonostante, gli economisti, mettano in conto un rimbalzo delle due economie già prima della fine di quest’anno, sono sempre più numerosi gli esperti che anticipano un indebolimento del Pil mondiale nel 2019.

Non fanno ben sperare anche i segnali che arrivano dalla Cina che, sotto il peso della guerra commerciale con gli Usa, sta attraversando una fase negativa sia sotto il profilo dei consumi sia sotto il profilo della fiducia.

I rischi che oscurano le prospettive globali includono la guerra commerciale e l’impatto degli aumenti dei tassi di interesse statunitensi sui mercati emergenti. Non solo. L’Italia, che è si trova in una situazione di stallo nelle relazioni con l’Unione Europea sulla manovra, è vista come una miccia pronta innescare un’altra crisi.

È molto probabile un rallentamento significativo il prossimo anno,”, ha detto Andrew Kenningham, chief global economist presso Capital Economics. “Pensiamo che il Fondo monetario internazionale sia troppo ottimista.

In quest’ottica, gli Stati Uniti potrebbero anche spostarsi nella corsia lenta l’anno prossimo, mentre gli effetti del taglio delle tasse svaniranno.

Riteniamo che gli Stati Uniti rallenteranno in modo significativo”, ha continuato Kenningham, spiegando che “Lo stimolo fiscale è temporaneo e la Fed sta alzando i tassi di interesse”.

 

 

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