Questo Paese potrebbe essere il primo ad adottare il Bitcoin

27 settembre 2017, di Alberto Battaglia

Il primo Paese ad adottare, de facto, il bitcoin per le proprie transazioni quotidiane non sarà un’evoluta economia della Scandinavia, o il paese del Baltico che sembra dotato delle tecnologie più all’avanguardia in materia, l’Estonia, bensì potrebbe essere il Venezuela date le condizioni di “necessità”.

Lo ha detto nel corso di un’intervista rilasciata Cnbc il ceo di Andean Capital Advisors, Daniel Osorio. Alla base di questo fenomeno, che a detta di Osorio sarebbe già in atto, c’è l’iperinflazione in cui è attanagliato il Paese, unita alla scarsità di dollari, che in altri casi analoghi come in Zimbabwe erano subentrati nell’uso corrente all’uso della svalutata moneta nazionale.

Anche un pasto del valore equivalente di 8 dollari, ha dichiarato Osorio, costa fino a 200mila bolivar: una quantità di denaro scomoda da portarsi dietro (“è uno zaino pieno di banconote”). Il Venezuela “potrebbe essere testimone della prima bitcoinizzazione di uno stato sovrano”: la criptovaluta sarebbe attraente per i locali proprio perché slegata dalle logiche del mercato nero dei cambi.

Già da ora le transazioni, spiega Osorio, avvengono attraverso bonifico bancario, anche per pagare il pranzo al ristorante. “Il Venezuela sta diventando una società senza contanti” il che porta allo scenario “interessante e provocante di vedere potenzialmente la prima bitcoinizzazione di uno stato sovrano”.

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