Quanto ci costa il rialzo dello spread: i calcoli di Cottarelli

31 agosto 2018, di Alessandra Caparello

Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato italiani potrebbe costare 113 milioni nel 2018 e 1,4 miliardi di euro del 2019, sempre che l’uscita di scena di Mario Draghi, il cui mandato scade nel novembre dell’anno prossimo, e un possibile rialzo dei tassi da parte della Bce non complichino ulteriormente la situazione, al netto dei provvedimenti di politica economica che prenderà Palazzo Chigi. L’allarme lo lancia l’Osservatorio sui conti pubblici italiano guidato da Carlo Cottarelli che ha fatto i conti di quanto ci costa lo spread.

Già il 14 giugno scorso secondo l’Istituto guidato dall’ex commissario alla spending review, partendo dalle aste di fine maggio si era stimato un costo aggiuntivo di 785 milioni nel 2018 e di 3,7 miliardi nel 2019. Complessivamente poi, prendendo a riferimento il periodo maggio-agosto, l’aggravio per il bilancio pubblico è stato di 898 nel 2018 e di 5,1 miliardi nel 2019, per un totale di 6 miliardi.

Ieri l’asta del Tesoro che ha collocato 2,25 miliardi di euro di Btp decennali con rendimento schizzato al 3,25% contro il 2,87% dell’asta di un mese fa, il livello più alto da marzo del 2013. In rialzo anche i tassi di interesse sul Btp a 5 anni, salito al 2,44%, in rialzo di 63 punti base. Secondo i calcoli di Lucio Malan, vice capogruppo vicario di Forza Italia al Senato, le due aste di ieri sono costate ai contribuenti 542 milioni in più rispetto alle emissioni precedenti, “10 euro a testa, incluso neonati e nullatenenti. Ma il totale di questi tre mesi di governo del cambiamento è il triplo, oltre 1,5 miliardi”. Il tutto mentre oggi si attende il giudizio di Fitch che, secondo le prime anticipazioni fornite ieri da Repubblica, non fanno certo ben sperare.

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