PUNTATE
SULLE AZIONI

22 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Positivi sullo senario macro globale, gli analisti di Credit Suisse First Boston consigliano per il 2006 di puntare sulle azioni piuttosto che sui bond.

Partiamo dallo scenario macro. Per il broker americano, nel 2006, il Pil mondiale sarà ancora sostenuto grazie al ribilanciamento della crescita che dal ‘consumatore’ Usa si sposterà verso Giappone, Cina, Europa e gli investimenti. Per questo la visione di Csfb sulla dinamica dei tassi è tra le più aggressive diffuse finora: per fine 2006 i Fed Fund Usa sono stimati al 5% e il tasso di rifinanziamento principale della Bce al 3,25%. Infatti, affermano gli stessi esperti, tale scenario si colloca leggermente sopra quanto espresso in questo momento dal mercato a termine. Il Giappone abbandonerà la posizione super-accomodante tra aprile e maggio “benchè pensiamo – sottolineano gli analisti – che sia improbabile che la Boj alzi i tassi l’anno prossimo”.

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Gli esperti di Csfb stimano per la domanda Usa 2006 un rallentamento un pò più ampio di quanto anticipi finora il consensus: al 2,25% contro una media del 2,8%. Anche se si prendesse in esame uno scenario più critico è improbabile che si verifichi un collasso dei consumi. Anche perchè, sottolineano, da una parte i redditi reali saliranno del 3% e, dall’altra, negli usa la bolla immobiliare è meno estesa di quanto si possa vedere nel resto del mondo anglo-sassone.

Nel dettaglio, aggiungono, nell’ultimo anno solo il 4% dell’11% di aumento registrato dalla ricchezza è giunto dal mercato immobiliare. In generale, gli esperti di Csfb stimano la crescita del Pil Usa a +4,6% dopo il +4,4% atteso per quest’anno. La dinamica del ciclo dell’Eurozona è stimata a +2,1% dopo il +1,5% che dovrebbe consolidare nel 2005, con un effetto locomotiva che dovrebbe arrivare più dalla francia (+2,2% dopo +1,4%) che dalla Germania (+1,7% dopo +0,9%) o dall’Italia (+1,7% dopo +0,3%). Scenario di tutta tranquillità per l’inflazione la cui dinamica appare meno rischiosa perchè la crescita dei salari e degli stipendi è rallentata significativamente.

In effetti, segnalano gli analisti, la componente rappresentata dalla busta paga negli indicatori del costo dell’occupazione ha toccato un nuovo minimo nonostante la rigidità registrata dal mercato del lavoro. Gli esperti di Csfb continuano a ritenere che il tasso di piena occupazione negli Stati Uniti sia più vicino al 4,25% che al 5% segnalato attualmente dalla percentuale dei senza lavoro rispetto alla popolazione attiva e che, comunque, questo livello non sarà raggiunto prima della fine del 2007. Per quanto riguarda il mercato valutario, Csfb vede ancora un dollaro più forte sul breve termine, grazie al differenziale dei tassi di interesse. Il biglietto Usa è atteso a 1,08 per un euro (1,19 il livello su cui gira attualmente) nei prossimi dodici mesi, che comunque saranno caratterizzata da un aumento della volatilità.

Sul fronte degli investimenti invece CSFB consiglia per il 2006 più peso per le azioni (al 63% rispetto a un benchmark del 60%), preferendo quelle quotate sulle piazze denominate in dollari, e una minore esposizione verso i bond (a 27% da 30%). I target indicati dagli esperti per fine 2006 sono 1.320 Per l’s&p-500 (+4,5% rispetto agli attuali valori), 5.900 Per l’Ftse (+5,6%) e 17.500 Per il nikkei (+10%). Se c’è un rischio per queste previsioni, sottolineano gli esperti di Csfb, è quello di essere riviste al rialzo. Tra i settori da sovrappesare sono segnalati anche auto, banche, media e siderurgia, mentre tra quelli da alleggerire sono compresi costruzioni, chimici e servizi.

Gli strategist Di Csfb individuano cinque motivi che dovrebbero sostenere le Borse nel 2006. In primo luogo il quadro macroeconomico che è migliore del previsto: è attesa un’economia ancora in espansione, meno inflazione e meno rischi per lo sviluppo globale perchè diventerà meno dipendente dai consumi Usa. Il secondo aspetto ritenuto interessante è il fatto che le azioni sembrano essere meno costose se si guarda la maggior parte dei criteri di valutazione.

Ci sono inoltre le stime favorevoli sulla crescita dell’utile per azione (previsto in aumento del 5% sia in europa, sia negli Usa), le buone performance del mercato attese per la prima parte dell’anno e l’eccedenza di liquidità. Tra i titoli consigliati dagli analisti di Csfb ce ne sono tre che sono quotati a piazza affari, Finmeccanica (con target price di 18 euro), Stm (16,50) e Telecom Italia (2,90), i quali figurano tra i ‘most-favoured’ dell’istituto anche se fanno parte di settori che vengono classificati ‘market weight’. Gli stessi che vedono tra i meno favoriti titoli del calibro di Eads (26), asml (12), bt (190 pence) e Deutsche Telekom (15). Anche due big italiani vengono inseriti tra i ‘least-favoured’ dagli strategist di Csfb, entrambi del comparto utilities: Enel (6,60) e Snam Rete Gas (4,20).

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