Pubblica amministrazione – cultura della legalità & esercizio attività amministrativa

13 agosto 2017, di Giovanni Falcone

 

Il sindaco anti-abusivi di Licata, un Comune siciliano è stato sfiduciato politicamente dal suo consiglio comunale.

Dove non sono riusciti gli incendi appiccati a due appartamenti della sua famiglia, le continue minacce, tanto da costringerlo a vivere con la scorta da circa due anni, è riuscita la “politica”.

E’ fallito il tentativo di ripristinare la legalità, di demolire case abusive per lo più realizzate sul litorale marittimo del Comune agrigentino

Angelo CAMBIANO, è stato il simbolo della lotta all’abusivismo della costa di Licata, ha fatto sognare tanta gente non solo in terra di Sicilia.

Alle chiacchiere della politica “a tempo perso” ha fatto seguire i fatti, con l’ausilio della locale Magistratura consentendo il ripristino della legalità violata da decenni per costruzioni che, pur con Ordinanze di demolizione emesse alcuni decenni prima, nessun amministratore o Forza di polizia aveva trovato il tempo di farle rispettare.

«Sono deluso e amareggiato” ha detto l’ex sindaco.

Se questa è la fine che fanno gli amministratori che fanno solo il proprio dovere: ho avuto minacce di morte, proiettili, due case incendiate», osserva Cambiano. «Vuol dire che è una classe politica inadeguata, alla ricerca solo del consenso elettorale e non accetto chiamate e solidarietà a posteriori – afferma – Sono amareggiato dalla politica e dalla sua falsità alla ricerca solo del consenso.

Per Legambiente Sicilia la sfiducia a Cambiano «è una delle pagine più tristi e brutte della democrazia italiana».

Riflessione

Qualche anno addietro, per pochi mesi, ho fatto parte di un Nucleo di valutazione sulle perfomance dei dipendenti di un piccolo Comune.

Nell’ottica di svolgere al meglio il mio ruolo,  eseguii una ricognizione delle Ordinanze di demolizione”  “emesse nei decenni precedenti che, malgrado l’ordine perentorio di ripristino ex ante delle aree interessate dalla costruzione abusiva, non erano mai state eseguite da parte degli Organismi di polizia locali all’uopo informati.

Chiesi notizie al Comandante dei VV.UU. il quale ebbe a rispondermi:

“Signor Falcone, ma lei avrebbe voluto una Guerra civile?” 

Ecco, prendendo spunto dall’episodio siciliano, ho voluto ricordare il breve aneddoto che mi è capitato solo per dire che il nostro Paese convive, da sempre, in lungo ed in largo con una cancrena, come una malattia insanabile.

Un mio coetaneo, conoscente e compaesano nel corso di una discussione sul profilo urbanistico di una comunità ebbe a dirmi: “Se una persona nell’arco della propria vita non ha realizzato almeno una finestra  abusiva, la sua vita è stata inutile”. 

Ecco, questo è il punto cui siamo arrivati: per rispondere al meglio dovremmo impegnarci tutti per dimostrare, soprattutto verso i nostri figli, che la nostra vita non è stata inutile!

 

 

 

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