Prothena cede -70%, azionista Woodford: “qualcosa sta per cambiare nei mercati”

24 aprile 2018, di Daniele Chicca

Il gestore di fondi azionari britannico Neil Woodford continua a difendere il suo investimento in Prothena anche dopo il collasso del 70% dei titoli lunedì 23 aprile. Woodford, che aveva puntato il dito contro i grandi fondi speculatori americani per la performance del gruppo biotech, è uno dei più noti money manager del Regno Unito.

I suoi fondi, tra cui il Woodford Equity Income fund da 6,7 miliardi di sterline, hanno visto una serie di titoli cedere quota come per esempio AstraZeneca e Provident Financial. Nell’ultimo anno il fondo è in calo del 9,10%, una prova che si confronta con il ritorno annuale da investimento del 7,9% garantito da tutte le società britanniche del settore.

“Da tempo avverto che la strategia è fuori tempo rispetto al consensus generale nel mercato azionario”. Il consensus ora viene rimesso in discussione, secondo Woodford, il quale vede che “ci sono diverse cose che stanno succedendo sotto il profilo macro economico e anche in società singole che stanno mettendo in discussione quelle che erano le previsioni” di mercato.

Il crollo del titolo Prothena è giustificato però anche da una notizia ben precisa. Le azioni hanno iniziato a capitolare in Borsa dopo che il farmaco principale del gruppo per il trattamento di una malattia rara chiamata immunoglobuline/amiloidosi primaria sistemica non ha superato un test clinico cruciale. Il gruppo si è quindi convinto a interrompere gli investimenti nello sviluppo della medicina a base di anticorpi.

Woodford: “Il consensus dei mercati sta per cambiare”

La notizia è stata salutata come una vittoria dai fondi che sono andati short e che da un po’ di tempo hanno preso di mira il titolo e rappresenta invece un duro colpo per  Woodford. Le azioni del Woodford Patient Capital Trust, che ha una partecipazione dell’8,56% nel capitale di Prothena, hanno ceduto di riflesso il 10% circa.

Oltre a difendere le sue scelte di investimento, Woodford ha discusso delle prospettive di mercato più in generale, sottolineano che “il consensus di fondo prevalente” nei mercati sta per cambiare e che si iniziano a vedere i primi segnali nella performance delle società quotate in cui i suoi fondi e il suo trust investono.

Il calo pesante è in linea con quello stimato dall’analista di Jefferies specializzato nel settore biotech. Michael Yee ha scritto che il fallimento del test di laboratorio di NEOD001 era il peggior scenario possibile per il gruppo e che i titoli non meritano più giudizio di “overwhelming enterprise value”.

Questo, secondo lo strategist, significa che le quotazioni potrebbero scendere fino a 12 dollari per azione. Il gruppo quotato al Nasdaq, che ha chiuso in area $36,84 venerdì, scambiava in area 11,15 dollari lunedì.

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