WEF premia l’Italia: industria pronta per le sfide future

12 gennaio 2018, di Mariangela Tessa

Una buona notizia per l’Italia, che viene riconosciuta tra i Paesi “leader” al mondo per la produzione industriale anche guardando al futuro. Ad indicarlo è il World Economic Forum in un rapporto diffuso oggi, a pochi giorni dall’appuntamento annuale del summit di Davos, in calendario dal 23 al 26 gennaio.A favorire la nostra economia è soprattutto il tessuto del suo sistema produttivo, mentre tra i fattori che la frenano c’è il contesto istituzionale.

Il ‘voto’ sul contesto istituzionale è appesantito dalle valutazioni sull’efficacia delle norme (52esima) e soprattutto sull’ ‘orientamento futuro del Governo‘, che vede l’Italia al 93esimo posto. È il peggiore piazzamento nell’intera ‘pagella’ della Penisola.

Lo studio ‘Pronti per il Futuro della Produzione’ assegna all’Italia il 15esimo posto su 100 Paesi per le dimensioni e la complessità della struttura produttiva e la 30esima posizione per i ‘driver’ della produzione, cioe’ i fattori – quali l’innovazione, il capitale umano e le istituzioni – essenziali per fare fronte alle trasformazioni sempre più incalzanti dettate dalla Quarta Rivoluzione Industriale e dalle tecnologie emergenti.

L’Italia viene così inserita tra i 25 Paesi al mondo meglio posizionati per capitalizzare sul futuro della produzione, in grado di trarre vantaggio dalle future opportunità della produzione, ma anche di mitigare rischi e sfide e di essere resiliente agli shock che potrebbe riservare il futuro.

Guardando la classifica, il numero uno mondiale per la struttura della produzione è il Giappone, davanti a Corea, Germania, Svizzera, Cina, una sorprendente Repubblica Ceca, Usa, Svezia, Austria, Irlanda, Singapore, Regno Unito, Finlandia e Italia. La Penisola precede, tra gli altri, anche la Francia (18esima).

Agli Stati Uniti va, invece, il primato per i ‘driver’ della produzione, davanti a Singapore, Svizzera, Regno Unito, Olanda, Germania, Canada, Svezia e Danimarca. La Francia è 14esima, il Giappone 16esimo, la Cina 25esima e l’Italia (30ma) è preceduta anche dall’Estonia.

 

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