Prima mossa di Trump: aiuto fiscale ai ricchi

21 novembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Di controverso Donald Trump non ha solo il curriculum (imprenditore con il vizio dei debiti e senza alcuna esperienza politica). Il presidente eletto si pone come un paradosso: il primo presidente Repubblicano con idee economiche keynesiane. Nei suoi piani la mano dello Stato sarà molto presente con investimenti pubblici.

Al contempo non mancheranno gli aiuti, in particolare fiscali, a Wall Street e ai più ricchi. Se ai ricchi si poteva immaginare, la mano ai big della finanza potrebbe cogliere di sorprese qualche suo elettore naif. In campagna elettorale Trump si è schierato a difesa della classe più povera, ma non ha mai nascosto le sue idee politiche in fatto di detassazione dei più ricchi.

Che il suo piano fiscale prevedesse tre aliquote Irpef (al 12, 25 e 33%, contro il 39,6% massimo attuale) e l’introduzione di un tetto massimo agli oneri deducibili, lo si sapeva. Ma Trump ha intenzione anche di abolire la tassa sulla successione sui beni immobili, che grava principalmente sui portafogli dei più benestanti.

Il magnate immobiliare ha proposto di rivedere l’apparato dell’imposta sulla successione. Ora come ora l’eredità che un contribuente passa ai suoi eredi non viene tassata fino ai $5,45 milioni. Per le coppie sposate la cifra sale a $10,9 milioni. Sopra tale soglia, i beneficiari devono pagare una tassa del 40%.

Ciò è destinato a cambiare con Trump e a cambiare sarà proprio la modalità dell’imposta. Al momento i beni sono tassati quando vengono trasferiti da una generazione all’altra. Trump ha proposto di tassare le plusvalenze soltanto quando gli asset ereditati – come una casa – vengono venduti.

In pratica non saranno più tassati gli immobili al momento della successione, bensì verranno tassate le plusvalenze maturate con gli attivi della persona defunta (con aliquota massima del 20%), con franchigia individuale di 5 milioni che raddoppia per i coniugi. Fino alla somma di 10 milioni di dollari saranno poi esentate piccole imprese e famiglie.

“Metteremo fine alla tassa sulla morte”, aveva detto Trump a settembre. “È una doppia tassazione, molte famiglie hanno attraversato l’inferno per via di questa tassa”.

Grosso favore fiscale alla grande finanza

Nonostante solo la metà dei beni immobiliari fossero risultati tassabili nel 2015, grazie all’imposta sulla successione il governo federale aveva potuto giovare di entrate tributarie pari a 18 miliardi di dollari. Dall’anno prossimo si troverà probabilmente senza. L’impressione, anche dei mercati, è che sotto l’amministrazione Trump il debito pubblico sia destinato a crescere ancora e a dismisura.

Non riguarda il 99% di noi“, dice Steve Martin, senior managing advisor presso BKD Wealth Advisors, “ma per quelli che devono versare la tassa è una somma significativa”.

Oltre ai cittadini più ricchi e ai loro eredi, Trump farà anche un favore grosso alle imprese, nonché agli hedge fund e gestori di fondi di investimento, quei poteri forti della grande finanza che criticava insieme alle élite in campagna elettorale.

Grazie agli interventi di Trump sul cosiddetto carried interest, i gestori potranno evitare la tassazione progressiva sul reddito. Collaboratori americani di hedge fund e fondi di private equity potrebbero insomma continuare a sottrarsi all’Irpef, perché assoggettati alla nuova aliquota d’impresa, che scenderebbe dal 35 al 15%.

Per le aziende invece l’aiuto riguarda l’agevolazione prevista per il rimpatrio dei profitti generati all’estero, che verranno tassati una tantum al 10%.

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