Previsioni 2019, State Street: cautela e qualità le parole d’ordine

28 novembre 2018, di Alberto Battaglia

Un toro piuttosto stanco, ma pur sempre un toro: così State Street rappresenta in copertina le proprie previsioni per il 2019: “Non è finita finché non è finita – 2019 Global Market Outlook”.

Un anno, quello in arrivo, che dovrebbe continuare a regalare qualche soddisfazione in una prima fase, ma che impone un approccio più prudente vista la maturità del ciclo economico. Titoli azionari difensivi e credito di alta qualità sono dunque gli ingredienti principali suggeriti dagli analisti di State Street Global Advisors, cui si aggiunge “una selezione di azioni, valute e obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti”.

Il sell-off a catena nei mercati emergenti verificatosi nel 2018, si legge nella nota della società. ha creato alcune interessanti opportunità d’investimento.

“Quest’anno per gli investitori globali la Cina sarà il principale mercato emergente da tenere in considerazione” ha affermato Rick Lacaille, global chief investment officer di State Street Global Advisors, “non solo è un importante motore della crescita globale, ma la sua rilevanza si sta progrssivamente imponendo sui mercati, dato che i principali indici azionari e obbligazionari dei mercati emergenti cominciano a includere titoli cinesi onshore. Inoltre, i mercati stanno solo ora iniziando a comprendere l’impatto che un cambiamento radicale nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina avrebbe sulla crescita futura”.

Il restringimento monetario in atto sul fronte della Federal Reserve, poi, sollecita una maggiore prudenza nei confronti degli emittenti obbligazionari. La preferenza, per gli investitori in bond, dovrebbe dirigersi dunque verso società dal merito di credito superiore. Per gli investitori obbligazionari disposti ad assumersi dei rischi, State Street ritiene, che ci siano opportunità di valore nel debito dei mercati emergenti in valuta locale e nelle valute di questi mercati.

Inoltre, con i tassi statunitensi a breve termine che continuano a salire, gli investimenti in asset liquidi (cash-like) sembrano più interessanti rispetto agli ultimi anni e potrebbe essere un buon momento per sfruttare i movimenti valutari di breve termine per prendere decisioni strategiche di hedging nel lungo periodo.

“Dato che ci aspettiamo una maggiore volatilità nel 2019, gli investitori potrebbero voler aumentare il dry powder (riserve di liquidità)”, ha dichiarato Lori Heinel, deputy global Cio per State Street Global Advisors, “nonostante il ciclo attuale non sia ancora ufficialmente terminato, incrementare ora le posizioni difensive in portafoglio dovrebbe aiutare gli investitori a orientarsi nello scenario di fine ciclo caratterizzato da volatilità e incertezza nei mesi a venire“.

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