Fugnoli è ottimista, vede rimonta a inizio 2019 (VIDEO)

11 gennaio 2019, di Daniele Chicca

 

Dopo la batosta di fine 2018, in un report video Alessandro Fugnoli, rinomato strategist di Kairos, dice di prevedere una reazione positiva nella prima parte del 2019 per i mercati finanziari.

Per capire il nuovo anno bisogna prima capire cosa è successo nel 2018, un periodo iniziato all’insegna dell’euforia ma poi conclusosi con un “pessimismo cupo”, secondo l’analista, che citato quattro fattori chiave necessari per fare il bilancio dell’anno appena finito e per aiutare ad affrontare l’attuale scenario macro-economico incerto.

  1. Il primo è di ordine geopolitico con la crisi dei rapporti tra Stati Uniti e Cina e l’idea di un ritorno del protezionismo su scala globale, lo scollamento dell’Europa con la crisi tra Italia e Unione Europea e la Brexit.
  2. In secondo luogo una serie di fattori economici: un rallentamento della crescita “graduale ma ben percepibile” nella maggior parte dei paesi del mondo. Si è tramutato in un calo delle attese sugli utili delle società quotate: dal 10% la previsione è stata drasticamente tagliata.
  3. Poi le banche centrali hanno intrapreso la strada della normalizzazione in modo più aggressivo, con la Federal Reserve che ha alzato i tassi quattro volte. Ma le politiche sono cambiate anche per le altre banche centrali. L’alleggerimento del QE in Giappone, la fine del bazooka monetario in Europa e il cambio di strategia della Fed.
  4. Infine ci sono ragioni tecniche: “i portafogli si sono gradualmente appesantiti di rischio e di fronte al manifestarsi dei problemi citati sopra, “ci siamo trovati troppo carichi e la reazione è stata quella di alleggerire”. I fattori si sono incrociati l’uno con l’altro e hanno provocato la caduta pesante dell’ultimo trimestre.

Quest’anno le cose stanno cambiando. Dal fronte geopolitico ad esempio alcuni nodi stanno per essere sciolti: nel 2019 il dialogo serrato tra Cina e Stati uniti porterà a risultati positivi sul piano commerciale, mentre Italia e Ue hanno appianato le loro differenze sulla legge di bilancio. Lato Brexit la situazione è ancora aperta ma si lavora a una soluzione che non sia Hard Brexit.

Sul piano monetario Fugnoli osserva che “abbiamo visto una Fed più disponibile” e questo comporta che “nel primo trimestre difficilmente vedremo una stretta monetaria Usa“.

Dal punto di visto tecnico, “le massicce vendite” del quarto trimestre hanno portato a “portafogli più equilibrati” e quindi meno carichi di asset rischiosi, “in alcuni casi addirittura sottopesati“. “Anche da questo punto di vista abbiamo quindi una spinta” a inizio 2019.

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