Pressione fiscale alle stelle: record italiano in Ue

23 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

In Italia la pressione fiscale è da record registrando in 10 anni, dal 2005 al 2015, l’aumento più alto d’Europa dopo la Grecia. A dirlo l’ultimo rapporto Taxation Trends in the European Union 2017 della Commissione europea secondo cui il peso delle tasse, imposte & co nel nostro paese è cresciuto del 3,2%, più del doppio della zona euro a +1,5% e più del triplo della Ue a 28 paesi a +1%.

Nelle tabelle corredate al rapporto della Commissione Ue, al primo posto per la pressione fiscale troviamo la Grecia dove tra le misure di austerity e l’intervento della Troika, l’incremento è stato del 4,5%. Ma a ben vedere aumento della pressione fiscale non significa aumento delle tasse perché ogni paese ovviamente parte da livelli differenti. Nel caso della Grecia infatti ad esempio nel solo 2015 la tassazione è stata pari al 25,7% del Pil, pari a 45 miliardi di euro in valori assoluti contro il 30,2% dell’Italia a quasi 496 miliardi di entrate fiscali totali, e in lieve calo rispetto al 30,3% del 2014.

Nello stesso periodo preso in considerazione, 2005-2015, la Germania ha segnato +2,3%, la Francia +2,2%. Ma l’Italia vanta un triste primato anche per l’aliquota Iva. Nonostante si è scongiurato un aumento dell’imposta con la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia negli ultimi quattro anni. Oggi gli italiani pagano l’Iva molto più alta rispetto alle maggiori economie europee, al 22% nel 2017. A farle compagnia al primo posto troviamo la Danimarca dove si paga il 25%, seguita dall’Irlanda al 23%. In Germania l’Iva è invece ferma al 19% dal 2007 mentre in Francia al 20% da 4 anni.

 

 

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