PostFinance, conto corrente troppo costoso. Fuga frontalieri italiani

28 febbraio 2017, di Mariangela Tessa

La decisione di PostFinance, banca svizzera, di alzare da 15 a 25 franchi mensili le spese per la gestione di conti corrente di residenti all’estero a partire da gennaio, ha ottenuto il risultato atteso: ovvero una fuga dei clienti frontalieri, italiani inclusi.

“Osserviamo una leggera diminuzione della clientela con domicilio all’estero, verosimilmente in concomitanza con le accresciute spese – ha confermato  Nelia Crivelli, responsabile comunicazione di PostFinance, intervistata da Ticino online – La clientela domiciliata in Italia segue questa tendenza”.

A fronte delle richieste sempre più numerose di chiusura del conto da parte dei frontalieri, la clientela lamenta attese anche di due settimane.

Come specifica Crivelli, “la chiusura di un conto può richiedere di norma fino a cinque giorni”. Con qualche eccezione: “in alcuni casi questo tempo può prolungarsi, soprattutto qualora vi siano ancora sospesi da verificare, saldi negativi o capitale rimanente da trasferire su un altro conto”.

Nel dettaglio, conclude Crivelli:

“L’estinzione di un conto privato è gratuita e in presenza di saldi positivi non comporta di norma spese aggiuntive. Il trasferimento del capitale eventualmente ancora presente su un conto bancario può essere richiesto gratuitamente. L’eventuale corresponsione in contanti dell’avere residuo è invece soggetta a una tassa”.

PostFinance è stata al centro dei riflettori in Svizzera all’inizio dell’anno, a causa dei problemi informatici che hanno colpito la sua piattaforma dei servizi finanziari, andata in tilt e rimasta off line per ore, stando a quanto reso noto dal sito di RSI.

In particolare lo scorso 9 gennaio una panne ad un server aveva paralizzato le transazioni sulla piattaforma di Postfinance. In quel caso erano rimasti bloccati oltre 1,7 milioni di clienti per oltre 24 ore.

della Posta rimasta off line per diverse ore

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