Politica: Spregiudicatezza Istituzionale!

12 agosto 2017, di Giovanni Falcone

A guardarsi in giro, per esempio prendiamo la Germania, un Paese a caso, in 70 anni ha avuto nove Governi.

Noi in Italia invece, dove circolano soloni di ogni misura, capaci di sedere in Parlamento per oltre mezzo secolo, nello stesso periodo abbiamo avuto 65 Governi: in pratica i nostri Governi, invece dei fatidici cinque anni corrispondenti ad una Legislatura, hanno avuto una vita media di poco più di un anno, venivano ammazzati quando erano ancora in “fasce”.

Negli altri Paesi inoltre, una legge elettorale dura diversi decenni mentre da noi, invece, ogni Governo cerca di mettere mano all’impalcatura elettorale, nel tentativo di trovare la migliore soluzione possibile per l’acquisizione del consenso per meglio conservare la poltrona per un naturale sentimento di conservazione e sopravvivenza.

Insomma, dire che da noi la “governabilità” non è mai stato un obiettivo all’ordine del giorno delle forze politiche è affermare che esiste l’acqua fresca.

A questo poi, aggiungiamo anche l’opera incessante, forse in qualche misura anche utile, della Corte costituzionale, che certamente non ha mai facilitato questo processo di aggregazione, per il raggiungimento di un assetto Istituzionale in grado di metterci al passo con i tempi e con le mutate esigenze del sistema Paese.

Con l’ Italicum, parzialmente bocciato dal giudizio divino del gennaio u.s., avevamo cominciato a nutrire l’ambizione di conoscere il nome del partito vincitore delle elezioni nella giornata stessa di chiusura delle urne.

La Corte costituzionale ha bocciato il nostro doppio turno con “ballottaggio”, ha detto che è incostituzionale.

La stessa procedura, è legale ed usata da alcuni decenni in tutta Italia, per la elezione del sindaco in  Comuni superiori a 15mila abitanti mentre sembrerebbe “illegale” a livello centrale.

Abbiamo aperto un fascicolo per capire dove sta l’enigma, il mistero: le indagini sono in corso!

Qualche mese addietro si era cominciato a parlare di copiare il “sistema tedesco”, proprio della vituperata Germania, introducendo la soglia di sbarramento del 5% per avere diritto alla poltrona in Parlamento.

Apriti cielo: tutti i cespugli e le sterpaglie da prefisso telefonico, i vari leader in “servizio permanente effettivo” che hanno deciso da tempo di essere disposti a “lasciare la poltrona”  soltanto se li chiama Gesù Cristo, diversamente non si smuovono neanche con le cannonate e non c’è soglia che tenga.

Viene lesa la “rappresentanza” dicono!

Malgrado l’80% delle forze politiche in Parlamento fosse d’accordo a questa proposta di buon senso alla fine non se né fatto nulla: punto e a capo!

Fra qualche mese si vota, il Parlamento è inceppato – non parla, non propone, non respira e non si hanno notizie – forse sono tutti congelati per contrastare la calura estiva.

I Partiti poi non ne parliamo, tutti immobili: hanno paura di farsi del male.

Forse è giunto il momento di mettere mano al famoso “vincolo di mandato”, il cui eccesso di democrazia utilizzato a piene mani da un elevato numero di parlamentari di ogni schieramento, ha di fatto svuotato la volontà espressa dagli elettori, aumentando in termini esponenziali la sfiducia nella Politica e nelle stesse Istituzioni.

Se passa questo caldo si avranno le idee più chiare nella comune convinzione che, per quanto difficile, penso che la direzione sia quella giusta!

Il popolo del SI, quello del 41% osserva e aspetta, in stand by!

 

 

 

 

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