Profumo: “I PIR ottima cosa”. Cosa sono e quali sono i rischi

22 febbraio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Introdotti con la legge di bilancio sull’esempio di modelli già esistenti, in Francia e Regno Unito, i PIR (Piani individuali di risparmio) promettono vantaggi per chi investe nelle attività finanziarie a sostegno delle piccole e medie imprese. Ma cosa sono?

I PIR sono degli strumenti creati dal governo Renzi con cui si incentivano i clienti retail a investire ottenendo vantaggi. Nello specifico i Piani individuali di lavoro permettono al risparmiatore privato che investe risorse proprie in strumenti finanziari, obbligazioni, azioni e quote di fondi di investimento, di ottenere benefici.

Quali sono questi benefici? Esenzione dal pagamento delle tasse sulle rendite finanziarie, delle imposte sui rendimenti e sul capital gain, nonché l’esenzione dall’impsota di successione in caso di trasferimento mortis causa degli strumenti detenuti nel piano.

Ogni singolo PIR prevede un investimento minimo di 500 euro e uno massimo annuo di 30mila euro e deve essere mantenuto per almeno cinque anni.

Chi può sottoscrivere i PIR? Solo le persone fisiche e non quelle giuridiche e le aziende. I Piani di investimento individuale infatti si rivolgono a piccoli investitori e sono gestiti dalle Sgr, società di gestione del risparmio gestito.

In cosa si può investire? Per la maggior parte, circa il 70%, in strumenti finanziari emessi da imprese italiane o estere che abbiano una stabile organizzazione in Italia e di questo 70%, almeno il 30% deve essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese non inserite nell’indice Ftse Mib di Borsa Italiana.

“I PIR? Sono una cosa ottima fatta da Renzi e creeranno domanda per gli investimenti in Italia”.

A dirlo, Alessandro Profumo, presidente di Equita Sim, intervenendo al convegno “Il futuro del mercato dei capitali” a Milano che sottolinea come i Piani individuali di risparmio rappresentino un valido strumento per contribuire alla crescita dell’Italia aiutando la ripresa degli investimenti nel Paese.

PIR: quali fattori di rischio?

Ma qualche fattore di rischio c’è e li elenca Moneyfarm.it

  • Non offrono diversificazione geografica dell’investimento esponendo di fatto i vostri risparmi ai rischi del sistema Italia
  • sono generalmente molto volatili e poco liquidi
  • l’incentivo fiscale è vincolato a una durata almeno quinquennale dell’investimento. Qualora aveste necessità ritirare in anticipo la vostra posizione, vi trovereste a pagare la normale aliquota del 26% sulle plusvalenze
  • Hanno come limite il fatto che saranno composti principalmente da azioni e obbligazioni
  • si configurano come strumenti dedicati a investitori molto esperti
  • la varietà di forme giuridiche con cui i PIR possono essere offerti apre la possibilità a strutture di costo poco trasparenti.

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