Pil meglio stime governo, ma il debito sale ancora

1 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Accelera il passo la crescita dell’economia italiana, anche se rispetto ai maggiori paesi industrializzati mostra progressi decisamente limitati. È quanto emerge dalla fotografia scattata nel 2016 dall’Istat, da cui emerge che il Pil italiano ha registrato un aumento dello 0,9%, in lieve accelerazione rispetto al 2015 (+ 0,8%, dato rivisto al rialzo dal precedente 0,7%) e sopra le stime del governo che nel Documento programmatico di bilancio che indicava una crescita dello 0,8%. In volume, il Pil si è attestato appena al di sopra del livello registrato nel 2000.

Per quanto in miglioramento, la crescita italiana appare pallida se paragonata ai maggiori paesi industrializzati. Nel 2016, il progresso del Pil in Germania è stato dell’1,9%, nel Regno Unito dell’1,8%, mentre negli Stati Uniti e in Francia la crescita è stata rispettivamente dell’1,6% e dell’1,1%.

Peggiora invece il rapporto debito/Pil, che si è attestato nel 2016 al 132,6%, in aumento rispetto al 132,0% del 2015. Mentre un lieve miglioramento è stato rilevato dal rapporto deficit/Pil che si è attestato nel 2016 al 2,4%, a fronte del 2,7% del 2015.  In quest’ultimo caso, il dato è in linea con le stime dell’esecutivo.

In aumento l’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari nel 2016 all’1,5% (1,4% nel 2015). Mentre la pressione fiscale è scesa al 42,9% del Pil, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 43,3% dell’anno precedente.

Entrando nel dettaglio dei dati, l’ISTAT ha poi reso noto che nel 2016 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti in Italia è cresciuta in volume dell’1,3%, in rallentamento rispetto al +1,5% del 2015. In generale, i consumi di beni sono aumentati dell’1,8%, quella di servizi dell’1%.

Gli aumenti più accentuati, in volume, riguardano la spesa per trasporti (5,3%), per alberghi e ristoranti (2,9%), per abitazione (1,3%) e per ricreazione e cultura (1,2%); la diminuzione più accentuata riguarda la spesa per beni e servizi vari (-0,9%).

La spesa delle Amministrazioni pubbliche ha registrato un aumento dello 0,6%, mentre quella delle Istituzioni sociali private (Isp) è cresciuta del 2,2%. Gli investimenti fissi lordi sono risultati la componente più dinamica della domanda, con un incremento del 2,9%, superiore a quello del 2015 (1,6%).

In aumento gli investimenti in mezzi di trasporto (27,3%), macchinari e attrezzature (3,9%) e costruzioni (1,1%), mentre i prodotti della proprietà intellettuale sono scesi (-1,3%). L’export è aumentato del 2,4%, le importazioni del 2,9%.

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