PIAZZA AFFARI: INDICI NEGATIVI IN CHIUSURA

18 dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso in negativo dopo che per tutta la seduta è scivolata dalle posizioni positive dell’apertura. Fatta eccezione per Seat, protagonista di un rimbalzo, tutti i titoli della scuderia di Roberto Colaninno sono andati a fondo, segnando così il destino del mercato. A sostenere la giornata, evitando di far precipitare gli indici, sono stati i titoli energetici e alcune utilities. Misti i bancari, Nuovo Mercato a testa in giù.

Il Mibtel ha chiuso con un ribasso dello 0,77% al di sotto dei 30.000 punti (29.998). Il Mib30 ha perso lo 0,88%. Il Midex lo 0,08%. Il Nuovo Mercato il 2,55%. I temi caldi della giornata sono stati l’attesa per le mosse delle autorità monetarie americane (domani si riunisce la Fed) e, sul fronte interno, il consiglio di amministrazione di Olivetti.

“Il mercato vive da diverse settimane un trend che si è andato via via delineandosi più chiaramente in senso negativo, e bisogna aspettarsi ulteriori discese per le prossime settimane. Il gioco, adesso, lo fanno i venditori, coloro che hanno venduto ai massimi e che ora hanno tutto l’interesse di far scendere il mercato ai livelli più bassi possibili prima di rientrare”, dice a WallStreetItalia Erasmo Paolella, analista di Cofimo Sim.

Il consiglio dell’analista è di agire sulla base di precisi riferimenti tecnici, di indirizzarsi verso titoli con un trend molto nitido e verso quelli preferibilmente in discesa da diverso tempo: “starei lontano, per esempio, da Pirelli, che ha iniziato a scendere solo da poco”.

Ecco una carrellata sui alcuni titoli che hanno movimentato oggi la Borsa italiana.

Nel settore energetico. Eni ha beneficiato dell’aumento del prezzo del greggio e del ritorno di coloro che nei giorni scorsi avevano venduto sulle voci dell’emissione sul mercato di una nuova tranche del gruppo, da parte del ministero del Tesoro.

Nel settore dei telefonici. Olivetti ha chiuso con un ribasso del 9,12% a 2,72 euro. Il titolo questa mattina era stato sospeso già nella fase di pre-apertura. Il mercato non ha gradito la notizia di un aumento di capitale, deliberato oggi dal consiglio di amministrazione, pari a 2,5 miliardi di euro. Soprattutto, il consiglio di amministrazione non ha fatto luce sui rumors a proposito dell’ingresso di un nuovo socio, che molti hanno individuato nella banca d’affari americana Lehman Brothers.

Nel settore degli editoriali. Seat è stata la regina della giornata, schizzando verso l’alto e chiudendo con un rialzo dell’1,24%. Il trader di una primaria Sim spiega che dopo i ribassi delle scorse sedute il titolo da venerdì scorso ha imboccato una fase di rimbalzo.

Nel settore dei media. Mediaset è stata oggetto di forti ricoperture e ha chiuso con un rimbalzo del 2,10% sulle voci del passaggio, entro fine anno, del portale Jumpy (Fininvest) sotto il controllo di Mediaset.

Nel settore delle telecomunicazioni. Pesanti le chiusure di Telecom Italia (-2,84%) e Tim (-2,88%). Gli operatori di mercato si aspettano comunque un rimbalzo di questi titoli e puntano su Tim, che secondo loro ha maggiori margini di ripresa.

Nel settore bancario. Banca Legnano si è messa in luce chiudendo con un rialzo del 9,73%. In vista c’è la possibile cessione da parte del gruppo Intesa.

Nel settore del Nuovo Mercato. Tiscali ha vissuto un’altra giornata di ribassi. Il mercato non ha gradito l’acquisizione della olandese World Online per il costo dell’operazione, giudicato troppo alto, e perché ritiene che l’emissione dei nuovi titoli per sovvenzionare l’operazione ha svalutato le azioni già presenti sul mercato. Il titolo ha toccato il nuovo minimo dell’anno a 21,1 euro.

Sempre nel settore del Nuovo Mercato. e.Biscom si è distinta dopo l’accordo con Poste italiane. L’intesa permette alla società telefonica milanese di utilizzare la rete della posta pneumatica di Roma per collegare in banda larga tutte le postazioni già servite dalla posta pneumatica.

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