PIAZZA AFFARI CHIUDE NEGATIVA, MA IN RECUPERO

21 dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso la seduta odierna con nuovi ribassi per i tre principali indici: il Mibtel ha perso lo 0,45%, il Mib30 lo 0,36% e il Midex l’1,08%. Il Nuovo Mercato ha invece rimbalzato sulla scia del Nasdaq e ha terminato la seduta con una crescita dell’1,72%. In luce i titoli telefonici, alcuni bancari, un paio di assicurativi e Pirelli. Molto pesante invece il comparto del risparmio gestito.

Nonostante il recupero in finale rispetto ai livelli più bassi toccati nel corso della seduta, il mercato è rimasto molto incerto e improntato alla negatività. Da una parte la Borsa italiana, come le altre europee, ha continuato a importare volatilità dagli USA; dall’altra, come ha sottolineato a WallStreetItalia Gianluca Fiorini, research sales per l’international equity di Cofin Sim, non ci sono elementi tali da far intravedere occasioni di ripresa, “e la fine di gennaio è ancora lontana”. Per quel periodo è prevista una nuova riunione della Federal Reserve, che dovrebbe abbassare i tassi di interesse americani e rilanciare così l’economia.

“Andiamo verso la fine dell’anno con tutti gli indici mondiali in calo – ha aggiunto Fiorini – e a questo punto le uniche chance vengono dalla politica monetaria e dai primi risultati trimestrali delle aziende nel prossimo anno”.

Piazza Affari finora ha saputo meglio di altre Borse reggere l’urto grazie alla resistenza opposta da bancari e assicurativi, ma nell’ultimo mese anche i bancari hanno ceduto, e il listino è andato ancora più giù.

Una carrellata sui titoli che hanno movimentato il listino quest’oggi.

Nel comparto assicurativo, Alleanza e Ras hanno tenuto duro e hanno chiuso in netto rialzo: Alleanza con +4,78% a 16,56 euro; Ras con +1,93% a 15,08 euro.

Nel comparto bancario Comit, Intesa e Mps positive, le prime due ancora sulla scia della cessione di Banca Legnano a Banca Popolare Milano.

Sempre nel comparto bancario, fortemente negativa Bipop (-9,04% a 7,02 euro) sulla scia delle voci, peraltro smentite dal vertice dell’istituto di credito, di un imminente profit warning a causa delle perdite sull’attività di trading.

Ancora nel comparto bancario, e più in particolare nel risparmio gestito, pesanti perdite per Fideuram (-7,30% a 13,85 euro) sulla scia dello scivolone di Bipop.

Nel comparto delle telecomunicazioni Telecom Italia (+2,13% a 12,1 euro) e Tim (+1,28% a 8,6 euro) hanno chiuso in rialzo in controtendenza rispetto ai telefonici europei.

Nel comparto energetico Eni ha chiuso in ribasso dell’1,41% a 6,66 euro. Il titolo ha catalizzato l’attenzione per tutta la seduta alla luce dell’opa amichevole lanciata sulla britannica Lesmo. Il mercato deve ancora digerire l’operazione. Comunque sul titolo, ha spiegato Fiorini, pesa anche la fine del ciclo espansivo del settore in conseguenza del calo del prezzo del greggio e del dollaro.

Nel comparto del Nuovo Mercato si è distinta Gandalf (+6,92% a 50,2 euro), la migliore tra tutte le società della New Economy.

Sempre nel comparto del Nuovo Mercato si è ripresa Tiscali, che in chiusura ha segnato +1,03% a 18,9 euro.

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