Piani di aiuto Troika: come vengono progettati

8 febbraio 2017, di Alessandra Caparello

Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di Troika, un triumvirato composto da tre soggetti – Bce, Commissione Europea e Fondo monetario internazionale – tre creditori che operano in un momento di crisi e destabilizzazione economica che vive un certo paese. La Troika si occupa in sostanza dei piani di aiuto dei Paesi colpiti dalla crisi fornendo loro assistenza finanziaria in cambio dell’adozione di politiche di austerity.

È una sorta di do ut des: lo Stato che riceve aiuto tramite i fondi di salvataggio deve fornire in cambio certezze di cambiamento, dimostrando di sistemare i conti mediante politiche di adeguamento. E la Troika ha proprio il compito di monitorare e suggerire agli Stati cosa fare e non per aggiustare i conti.

Troika: come si progettano gli aiuti

Ma come vengono progettati gli aiuti forniti dalla Troika? Ruolo chiave è svolto dal MES, il meccanismo europeo di stabilità, un’istituzione finanziaria creata dagli Stati membri della zona euro che fornisce sostegno e aiuto al fine di stabilizzare la situazione. Il MES (ESM nella sigla inglese) raccoglie fondi emettendo strumenti del mercato monetario nonché debito a medio e lungo termine con scadenze fino a un massimo di 30 anni. Può anche concludere accordi con i propri membri, con istituzioni finanziarie o altre parti.

Inoltre il MES può:

  • concedere prestiti ai propri membri
  • acquistare titoli degli Stati membri beneficiari sul mercato primario e secondario
  • finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie ricorrendo a prestiti ai governi
  • ricapitalizzare direttamente le banche a determinate condizioni

Per beneficiare dell’assistenza finanziaria del MES occorre raggiungere un accordo sull’attuazione di misure strategiche adeguate entro un certo periodo di tempo. Tali misure strategiche aiutano lo Stato membro a stabilizzare le sue finanze pubbliche.

Tali misure strategiche sono negoziate tra lo Stato membro interessato e la Commissione europea, di concerto con la BCE e il FMI, la Troika per l’appunto e vengono definite in un memorandum d’intesa firmato dallo Stato membro interessato e dalla Commissione europea. Prima di definire il memorandum d’intesa, la Commissione europea, di concerto con la BCE, valuta se sussistano rischi considerevoli per la stabilità finanziaria dell’intera zona euro o dei suoi Stati membri e valuta anche le necessità di finanziamento dello Stato membro e la sostenibilità del suo debito pubblico.

A loro volta gli Stati membri che richiedono assistenza finanziaria nel quadro del MES devono ratificare il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance (noto anche come “patto di bilancio“).

 Gli aiuti della Troika: controllo e monitoraggio

Il rispetto delle condizioni concordate è controllato a intervalli regolari da squadre di esperti della Commissione europea e  della BCE, a cui partecipa anche il personale dell’FMI. Gli esperti si recano nella capitale del paese, dove incontrano funzionari governativi e altre parti interessate al fine di valutare i progressi compiuti nel rispetto delle condizioni concordate.

Dopo ogni revisione viene stilata una relazione congiunta redatta dalle istituzioni che l’hanno effettuata e se l’esito è positivo si apre la strada alla corresponsione della rata di assistenza finanziaria successiva, se lo Stato membro lo richiede.

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