Petrolio: “Usa stanno facendo qualcosa mai vista prima”

23 ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Il boom delle esportazioni del greggio statunitense potrebbe far scendere le quotazioni del Brent. È la previsione di Tom Kloza, analista di Oil Price Information Service, che nota come con il venir meno del divieto sull’export di greggio, gli Stati Uniti hanno iniziato a vendere petrolio a ritmi mai visti primi.

Sebbene non siano ancora chiari gli effetti complessivi di tale fenomeno sul mercato, l’esperto si dice convinto che le prime conseguenze sui prezzi si verificheranno nel 2018. Per il resto di quest’anno, il Brent sarà bloccato in un range da 54 a 57 dollari al barile, mentre il greggio WTI si muoverà intorno ai 47 ai 51 dollari.

“Nei prossimi mesi assisteremo a nuovi record nelle esportazioni di greggio Usa – ha detto in un’intervista all’emittente Cnbc – che andranno ad incidere negativamente sui prezzi del Brent”.

Secondo Kloza, che aveva previsto il collasso del mercato petrolifero nel 2015, gli Stati Uniti arriveranno ad esportare ogni settimana tra i 15 e i 20 milioni di barili di petrolio. “Numeri mai vista prima” ha commentato, aggiungendo che il greggio non rivedrà la soglia di $ 60 al barile prima del 2019.

Ricordiamo che nel 2015, gli Stati Uniti, per la prima volta in 40 anni, hanno aperto alle esportazioni di petrolio Made in Usa, mettendo fine alla rimozione dei limiti all’export, scattate negli anni 1970 dopo che l’embargo arabo aveva causato uno shock all’economia.

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