Perché Apple ha abbandonato l’idea dell’auto autonoma

23 agosto 2017, di Alberto Battaglia

Cinque fonti raggiunte dal New York Times hanno confermato quello che molti ormai sospettavano da tempo: lo sviluppo da parte di Apple di un’intera auto a guida autonoma è un progetto archiviato, al quale è subentrato il più realistico obiettivo di sviluppare un sistema di software da installare su auto prodotte da terze parti.

Il progetto, noto come Titan ma mai ufficialmente annunciato da Cupertino, ha cambiato il suo responsabile qualche tempo fa: non più Steve Zadesky (che ha lasciato la guida l’estate scorsa), ma Bob Mansfield è a capo del team di ingegneri Apple attivi in questa sfida quantomai fitta di competitor. La ricostruzione del New York Times svela il dietro le quinte di questo passaggio di consegne rivelando che le vaste ambizioni iniziali, unite a deadline strettissime, avevano minato a fondo l’umore del gruppo al lavoro su Titan.

Inoltre, diversi ostacoli di natura tecnica avevano diviso il team sin dal principio, fra quanti erano a sostegno di una vettura sulla quale potesse intervenire, all’evenienza, anche un guidatore in carne ed ossa, e quelli a favore di un mezzo del tutto automatico (si scelse per quest’ultimo). Altre discordie emersero in seguito sul linguaggio di programmazione da adottare, se quello originario di Apple o lo standard internazionale C++.

Arrivati al punto di riconoscere la dispersività di un progetto così ambizioso Apple ha profondamente ridimensionato la portata di Titan, e presumibilmente sta riducendo le risorse economiche ad esso destinate.

Per il momento molte società sono al lavoro sui sistemi di guida autonoma, ricorda il New York Times, ma nessuna ha ancora raccolto i frutti di tali sforzi sotto il profilo economico. Per il momento l’imperativo è essere in prima fila in quello che è atteso come un sicuro game changer del settore.

Anche se il morale degli ingegneri di Apple è aumentato dopo la concentrazione degli obiettivi, “una delle maggiori sfide” di Cupertino resta quella di mantenere le sue figure professionali di maggiore talento, che potrebbero essere attratte dalle altre società della Silicon Valley all’opera sullo sviluppo dei sistemi di guida autonoma.

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